– Interplanetaria – una foto, una storia un po sci fi.

La camera criostatica di Aronne era stata sventrata dall’esterno. Un liquido viscido e semitrasparente dal colore rossastro, fluttuava al posto di quello che avrebbe dovuto essere il suo corpo, che sembrava essere stato liquefatto è trasformato in forma gassosa, da qualcosa di sconosciuto.

L’orrore che avevo dinanzi a me era indefinibile. Non mi resi subito conto di cosa fosse realmente accaduto. Percepivo solamente un odore pungente, come di qualcosa andato a male, misto ad una forte e calda umidità nell’aria. I miei occhi facevano fatica a riambientarsi alla luce artificiale, e un senso di vuoto allo stomaco misto a nausea diffusa, forse dovuta al risveglio, pervadeva il mio corpo, mentre mille pensieri affioravano nelle mia mente come violenti flashback: controllo missione, la famiglia, il lancio della nave, l’ultimo pasto con l’equipaggio prima del sonno criostatico. Tutti questi flash continui mi provocarono una forte e improvvisa emicrania, che mi fece ricadere indietro all’interno della capsula. Ero sfinito. Avrei voluto vomitare ma non vi riuscii. Ero paralizzato dal terrore.

Guardavo il soffitto. La fredda luce azzurra che si irradiava dalle zone circostanti ebbe su di me un effetto calmante, e forse mi riaddormentai, perché al mio risveglio, mettendomi in posizione seduta nella mia criocapsula, e rivolgendo di scatto lo sguardo alla capsula di Aronne alla mia sinistra , mi resi conto che quel fluido che prima volteggiava all’interno, era svanito. Aronne non c’era più. Non sapevo cosa fare, e non sapevo cosa era successo al resto dell’equipaggio, perché eravamo suddivisi per stanze. Ogni stanza poteva ospitare due capsule del sonno, con tutte le apparecchiature necessarie. Aronne era il primo ufficiale pilota, mentre io il secondo . In caso di emergenza, saremmo stati essere svegliati insieme dal sistema di navigazione della nave, ma oltre a noi due , avrebbero dovuto essere svegliati, il medico di bordo, un soldato, e il comandante di missione.

Qualcosa era andato storto.

La nave “ interplanetaria “ aveva intrapreso il viaggio verso alfa centauri. Ci sarebbero voluti 25 anni, prima che la destinazione venisse raggiunta. Ma adesso non sapevo né dove fossimo, ne da quanto tempo eravamo in viaggio, e con chi o con cosa eravamo in viaggio.

…….continua…….

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