Il cigno androide .

Oggi il cielo è verdastro. Niente vento a spazzare via gli ioni radioattivi dall’aria.

Malgrado il bar sia colmo di gente, Gabriel è assorto in se stesso, con la mente rivolta a lei, mentre con occhi assenti, osserva le foto di due replicanti appartenenti al commando che operava nella colonia dei giacimenti minerari di Marte, e che dopo aver rubato un trasporto merci diretto verso la  terra , sono scomparsi senza lasciare traccia.

Possiede solo una foto nitida di uno di loro, e una foto silhouette di una donna che adesso dovrebbe lavorare in un Darkclub, degli altri , non ne conosce nemmeno l’identità.  – Un altro lavoro in cui rimetterci la pelle – pensa tra se è se.

Sono le 8,20, e il bar è pieno di gente che si concede un ultimo piacere prima di sprofondare nel proprio lavoro. Gabriel riguarda l’orologio e decide che è tempo di muoversi e di smettere di pensare a lei. Ordina un ultimo caffe che ingurgita velocemente, rischiando di scottarsi la gola. Paga ed esce velocemente dal bar, dirigendosi a passo svelto verso la propria auto.

si è vestito bene quella mattina, con un trench nero che copre un abito nero ed una cravatta fumo di Londra. A Gabriel piace vestirsi bene e vedere l’effetto che ha sulla gente. Apre la portiera della sua Porsche, si siede, mette le mani sul volante e si ferma, per un istante ripensa a quel l’offerta che aveva intravisto su una pubblicità attaccata da qualche parte nel bar, riguardante l’uscita dell’ultimo modello della Tyrrell di cavallo androide.

In fondo lui è Gabriel , un uomo che ha stile e che non si fa mancare nulla. Il denaro non è un problema, viste le sue capacità . Gabriel sa di essere ritenuto il numero uno dei cacciatori di taglie, e per questo è ben pagato, sia dalla polizia che da chi ha bisogno dei suoi servigi.

– Ci penserò – pensa fra se è se , vedrò se comperarla o meno. Accende il motore dell’auto e si inoltra verso la tangenziale veloce che attraversa tutta la città . Gli ioni radioattivi donano un senso mistico alla luce del giorno.

Esce dalla tangenziale, proseguendo verso una strada provinciale che costeggia un lago, i ricordi affiorano nuovamente. Lui e lei che passeggiavano promettendosi passione eterna . Rallenta per godere della vista dell’acqua. Improvvisamente, ferma l’auto di colpo. In quel panorama di luce ardente , intravede le fattezze di un cigno bianco. Sarà vero? pensa tra se e se .Il cigno è immobile. – Se lo fosse varrebbe una fortuna – dice a se stesso.

Gabriel si avvicina cauto cercando di non farsi sentire, ma il cigno si volta di scatto, lo trafigge con gelido sguardo, e muove qualche passo palmato verso l’acqua.

– sembra assolutamente autentico – pensa Gabriel , rimasto affascinato dall’improvviso scatto dell’animale .

Gabriel rimane fisso ad osservarlo. La luce intensa del sole che si riflette sullo specchio d’acqua, dona il cigno un senso mistico, angelico. Gabriel si avvicina ancora di più. Adesso può quasi toccare la coda piumata dell’animale.

Porta la mano sul dorso del cigno e percepisce un immenso campo morbido di piume, liscie, leggere, come una nuvola.

Una nuvola, una nuvola fredda, a coprire il metallo .

– liberamente ispirato al romanzo di Philip K. Dick – ” do androids dream of electric sheep? ”