Quando la Fotografia è: Emozionale.

Può la fotografia, scuotere la camera dei ricordi e dei sogni? credo di si.

Bresson descrisse ciò che per lui era la fotografia, e cioè; cuore, occhi e mente sulla stessa linea. Assolutamente indiscutibile, oggi, più o meno tutti  ne fanno una massima, insieme alla famosa regola dei terzi di Adams.  Io però credo ci sia di più. Per fare bellissime fotografie bisogna essere assolutamente professionali e ipertecnici, sono d’accondo con Benedusi su questo, ma  per me, non e solo cosi.

Ci sono momenti in cui l’apparecchio fotografico assume il ruolo di cartomante, e le fotografie, il percorso interiore rivelato.

 – C’èra un tempo cantato dal solco di un vinile – 

– C’erano, tragitti di viaggi avventurosi in terre inesplorate, alla guida di scassate auto o di indistruttibili motociclette.

 

– C’erano oggetti di un passato che hanno lasciato un segno profondo…

…di giochi e di parole, di abbracci familiari colmi di amore ,di dolore e di dolcezza .

– C’erano profumi e aromi di luoghi accoglienti, balucinanti di sole e salsedine portata dal vento dello scirocco. Ci sono ricordi di una vita lontana tra gioie e fallimenti. C’è oggi,  una fotocamera che inquadra non gli oggetti, ma le loro memorie.