Dal mare, oltre la linea d’ombra.

” sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’ infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.”
cosi recita la prima strofa della poesia di Boudelaire nel ‘Luomo e il mare.

Dal mare, oltre la linea d’ombra di Conrad, vedo Santiago che lotta con il suo marlin. Vedo la costa in cui Plassom dipinge i propri quadri con l’acqua di mare. Dal tetto del mare, discendo verso le profondità marine, dove Moby Dick si aggira ancora per proteggere il mondo sommerso dal mondo di mezzo, lei non ha dimenticato Achab. Un diavolo marino vola con me tra le correnti del golfo, mentre uno squalo blu guizza via veloce, scrutandomi con quei suoi gelidi e oscuri occhi. Il sole si leva verso l’oceano, mentre delfini dispettosi bloccano il mio incedere. Li osservo giocare felici. Un altro squalo mi si avvicina e nuota con me verso nuove correnti, verso altre profondità marine , verso nuovi incontri.

Sin da bambino sono profondamente legato al mare. Forse perchè sono nato in un’isola?, forse. Ricordo, che prendevo un pullman per dirigermi verso il mare ( oltre all’estate ) nei giorni di tempesta, da novembre in poi. Quando cielo e acqua si disputavano il primato dei colori più intensi. Poi vi erano le onde, possenti, roboanti. La spiaggia chiara assumeva un colore ocra scuro e il vento creava piccoli e brevi tornado, facendo volare via foglie, rami, sabbia e alghe essiccate sulla battigia. Ma la gente stava li, a osservare il grande blu o passeggiare protetta dal vento e dal suono, nelle proprie elucubrazioni. Io? io respiravo tutta quella forza. L’aria elettrica, Il vento impetuoso, l’odore di salsedine, e mi sentivo libero e felice.

– Immaginavo un trampolino da cui lanciarmi verso il grande blu

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