Bucolico urbano.

Bucolico urbano.

E’ uno di quei giorni in cui non so cosa voglio veramente, e non so cosa possa soddisfarmi, Cosa manca, o di cosa sono troppo full!

Ore 12:37, il grigio impera . Vago in auto perché mi piace osservare il mondo stando comodamente seduto, mentre le immagini sfrecciano frenetiche dinanzi ai miei occhi. La mia fotocamera è sempre con me, sul sedile accanto al mio, pronta all’uso . Inizia a fioccare.

Sulla via Brennero, all’altezza del complesso che include Mediaworld, Poli e uno slow food asiatico, divenuto ormai un ” non luogo ” di strategica importanza per i cittadini, decido di aver voglia di sushi. Inforco la rampa che porta al piano rialzato del ristorante e parcheggio. La neve, fiocca lentamente.

Scendo dall’auto e mi dirigo verso l’ingresso del ristorante ma, non entro. Lì affacciato al piano rialzato osservo la via Brennero dall’alto e rimango affascinato da tutto il contesto circostante e dai suoni della strada che, malgrado sia ora di punta, sono resi ovattati dalla neve che inesorabile viene giù. Poche auto adesso. Sono tutti rinchiusi al caldo, tranne qualche anima che lavora in giro.

Mi dimentico della voglia di cibo e comincio a girare intorno alla struttura per scrutare il paesaggio. Faccio pochi scatti, non voglio perdermi dietro il viewfinder della fotocamera. Mi piace questa atmosfera in cui il frastuono umano, è reso più dolce da fioccanti cristalli bianchi. Un paio di colori Rossi e un’auto gialla , irrompono nel grigiobruno di questa giornata d’inverno . Non ho più fame.

Dopo aver compiuto il giro panoramico dalla struttura, mi dirigo verso l’auto . Mi siedo e scatto un’ultima foto dall’interno , verso un panorama tanto bucolico quanto urbano. Vado a casa. Alla prossima…

Gravantes

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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Tanti sono i lavori che ho svolto nella mia vita, ma ho sempre portato con me un mezzo per fotografare, un quaderno per scrivere e un libro. 3 elementi per me molto importanti per poter osservare, raccogliere e raccontare il mio passaggio su questo pianeta.

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