Sarà per quella strana sensazione di mistero e curiosità, o perché ho sempre subito il fascino oscuro dello spazio, che da qualche giorno mi collego con le telecamere della ISS in orbita intorno al pianeta Terra. Ha parte il grafico del viaggio che compie la stazione, che vola a più di 27000 km orari, le immagini della terra mi riportano alle visioni dell’oceano senziente del pianeta Solaris. E già, da qualche parte Tarkosky viene fuori dal mio inconscio. Forse perché avevo solo 8/10 anni quando vidi per la prima volta Solaris, senza comprendere cosa narrasse, ma rimanendone affascinato. E ancora oggi, quei ricordi sono vividi. Impressi nella mia mente, come un film impresso per sempre tra gli strati dell’emulsione.

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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