Master!!

Master!!

Battaglie nel ring acquatico.

La sera a casa, distrutto, dopo aver affrontato ben 3 gare, ripenso a tutti gli errori fatti, e sopratutto al perché, li ho fatti. La prima gara va bene, mi porto a casa un miglioramento del mio tempo sui 50 stile, e quindi mi riposo in attesa dei 50 delfino ( farfalla ), seconda gara della stagione dopo 5 anni di fermo. Il delfino è la mia passione, malgrado la fatica e lo stress infinito nel costruirlo durante il lavoro in allenamento, è uno stile che amo. Faccio parte di una fantastica squadra master, ( Buonconsiglio nuoto Trento ) composta da persone bellissime, divertenti e professionali al contempo, oltre ad avere un allenatore di livello altissimo che in pochi mesi, mi ha messo in grado di affrontare la sfida con il mio delfino.

Trento Gare regionali; è il momento della pre-chiamata per la seconda gara. Mi dirigo verso i blocchi di partenza e mi fermo dinanzi al mio. Ho già fatto questa gara a ottobre, – andò bene -, dico tra me e me, e anche in allenamento, un paio di giorni precedenti i regionali, avevo provato con ottimi risultati. Eppure, qualcosa non va! Ho male alle ginocchia e ho freddo. Sul blocco, parto un secondo dopo il via. In acqua, per i primi 12 metri va tutto bene, poi il buio. Le braccia si fanno pesanti e la necessità di respirare aumenta, e tutto ciò porta alla progressiva perdita dell’assetto. – Ok va male – dico tra me e me, non so perché ma devo pensare a concludere. Sento il mio nome urlato dai compagni si squadra e ciò mi fa sorridere mentre sono nei guai. Arrivo alla virata che effettuo con fatica , tento una subacquea per recuperare ma esco fuori prima del previsto. Riparto, ma le braccia pesano come barre di metallo. VAdo avanti, anche se L’acqua mi sommerge facendomi respirare a fatica. Intravedo, attraverso gli occhialini pieni d’acqua, la piastra gialla che si avvicina sempre di piu. Vado avanti, in affanno ma vado avanti. Non mollo, L’ultima bracciata, allungo il più possibile per scivolare verso la piastra che adesso, percepisco sotto le dita. Ho finito. Sono arrivato. non sono stanco, ma sfinito moralmente. Adesso dovrò capire perché non è andata. Intanto, vado a festeggiare un 3° posto squadra con i miei compagni e cerco di rilassarmi. Grazie per il supporto da parte di tutti e per le parole dei miei compagni e del mio allenatore post-gara. Alla prossima dal ring acquatico…

Gravantes

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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Tanti sono i lavori che ho svolto nella mia vita, ma ho sempre portato con me un mezzo per fotografare, un quaderno per scrivere e un libro. 3 elementi per me molto importanti per poter osservare, raccogliere e raccontare il mio passaggio su questo pianeta.

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