Sono sempre stato affascinato da Weege, soprannominato “il Fotografo ufficiale della Omicidi S.p.a”

” La Prima donna a chiamarmi tesoro, è stata una puttana”  – Weegee.

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Si puo dire che Weegee alias ” Arthur Fellig” abbia avuto una passione sfrenata di storie di vita cruda, vera, quella vita che lui respira nella città che lo ha accolto e che ama. New york City, anima pulsante di America in costante mutamento.

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Immigrato polacco durante il periodo della grande depressione americana, Arthur in arte Weegee, che poi sarebbe il nome di un gioco in voga all’epoca ( una tavolozza con delle lettere con la quale si organizzavano sedute spiritiche ) racconta l’America della grande speranza per gli immigrati, della ricerca di un lavoro, dei bassifondi, dei morti ammazzati, dei Ganster, dei papponi e delle loro puttane , ma comunque di un ‘America notturna che lascia sempre qualcosa o qualcuno, ai primi segni dell’alba.

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Arthur comincia ad avvicinarsi alla fotografia da giovanissimo e dopo un periodo di lavoretti saltuari che gli permettevano di aiutare la famiglia, decide di dedicarsi anima e corpo alle immagini fotografiche. La sua capacità di anticipare gli eventi così da  arrivare sul luogo del misfatto prima degli altri, gli valse l’appellativo con cui tutti lo conosciamo, inoltre,  il fatto di essere stato forse l’unico fotografo, in tutta la storia della fotografia, a possedere un auto in cui era installata la radio della Polizia, datagli in dotazione dalla polizia stessa, gli fu sicuramente d’aiuto.
Per Weegee, tutti hanno diritto ad una fotografia in prima pagina, che sia un Gangster con la testa spappolata, ho una cucciolata di cani e gatti, l’importante che sia una foto fatta da Weegee the Famous, ovviamente. In realtà, Weegee, non fu soltanto il fotografo della Omicidi Spa, infatti, dopo un decennio passato tra le strade insanguinate, comincia a viaggiare ed interagire con il proprio mezzo fotografico sperimentando addirittura delle lenti deformanti di propria ideazione , con cui immortala personaggi come Fidel Castro, Picasso, Marilyn Moonroe, Il presidente Roosevelt, Krushev e tanti altri.

American photographer Arthur Fellig, better known as Weegee (1899 – 1968) lies on his bed, an arm over his eyes and a cigar in his mouth, in a photograph entitled ‘My Studio,’ New York, New York, mid 1930s. (Photo by Weegee(Arthur Fellig)/International Center of Photography/Getty Images)

Ad un certo punto, gli viene proposto di pubblicare un libro ” Naked City” una raccolta fotografica dei suoi migliori scatti sulla grande mela, e dopo la sua uscita, il Museum of Modern Art gli chiese addirittura di allestire una propria mostra. La carriera di Weegee è in ascesa.  Alla domanda di un cronista, durante un’intervista alla CBS, qualè il segreto del suo successo? – Rimanere Me stesso – disse lui.  Weegee vantava una forte personalita ma una certa mancanza di gusto nel vestire, cosa che faceva morire dalla risate i suoi amici alla centrale di polizia, ma egli riusciva a rigirare questa cosa a proprio favore. Una sera riusci a presentarsi ad una serata al Metropolitan in Smoking Verde, ma in qualche modo la cosa fece effetto positivo e divenne parte del personaggio!

Tra una commissione per Vogue e Life ed altre testate di rilievo, la fotografia di Weegee andava sempre più affermandosi, a tal punto che viene chiamato ad Hollywood come consulente sulla fotografia di certi film e riesce anche a fare l’attore in alcuni di essi. Aiuta Stanley Kubrick  ( fotografo prima di essere regista ) sul set del Dottor Stranamore.

Contemporaneamente, grazie ad un lavoro commissionatoglidalla UNIVERSAL , viaggia atttraverso tutta l’america immortalando paesaggi notturni, per il lancio di un film in cui compare come fotografo ” Naked Hoollywood ” ma poi stufo della vita patinata di quei luoghi ritorna nella sua amata NY, dove continua il lavoro di fotografio free lancee per riviste di moda e pubblicità, fino alla morte che avviene nel 1968.

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A mio parere, Weegee è stato  un grande amante della vita e dopo un grande fotografo. Quella stessa vita che lui amava fotografare ed esasperare con il lampo del proprio flash.  Seppur la sua migliore presentazione per se stesso , in un certo periodo della propri vita, la riassumesse nella frase ” La Morte è il mio Business” Weegee, amava cambiare, incontrare la gente, sperimentare, andare in giro con la sua Chevy laboratorio in cui trovavano posto acidi per sviluppo e travestimenti vari, e credo fosse anche un inguaribile romantico. Il lampo di Weegee ha congelato un’epoca nella memoria del tempo, svelando ed illuminando il buio, la notte e l’umanità che vi si cela dentro.

About Author

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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