E poi, ti ritrovi in quella terribile sensazione di soffocamento data dagli occhialini, dopo un tuffo non proprio perfetto, in cui decidono di collocarsi tra bocca e naso mentre stai provando un 25.

A quanti di voi é successo ? Spero a pochi, in fondo, riguarda l’esperienza che si guadagna allenandosi, ma ci sono delle volte , come oggi, in cui l’occhialino decide di ucciderti e ci prova in tutti i modi. Che fare allora? Nulla, si combatte fino alla fine dei 25, tirando il più possibile, respirando con quel che rimane aperto delle povere narici occluse, mentre fuori dall’acqua, il tempo si dilata e la velocità aumenta. Conclusi i 25 a bomba, ci si toglie gli occhialini con un poderoso gesto tra stizza e trionfo e si lanciano lontano, verso ciò che si crede sia un apertura nello spazio tempo, in cui questi ultimi, vengono risucchiati nella materia oscura delle stelle. Buon allenamento…

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” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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