Fine stagione con trofeo, per gli squali della BCN Master Trento.

Da Innsbruck a Bolzano, iMaster della BCN, chiudono questo fine anno 019 con un ottimi risultati , aggiudicandosi il trofeo di Natale con notevole vantaggio sulle altre squadre.

Innsbruck

Per ciò che riguarda me, sono state due gare emotivamente intense. Innsbruck è stata una gara abbastanza stressante. Non ero in forma fisicamente, ( avevo fatto baldoria la sera precedente in effetti ) ma avevo una linea di leggera febbre, dovuta alla stanchezza di una stagione autunnale fatta di continui sbalzi termici. Sveglia all’alba per partire con tutta la squadra e intanto fa capolino la classica ansia da prestazione, con la convinzione interiore che le cose non andranno benissimo. Difatti, l’ingresso nell’impianto di Innsbruck non è dei più esaltanti. Già dalla fase di riscaldamento, ho percepito una curva delle prestazioni in netta caduta. L’impianto era ben riscaldato, ma l’ingresso in acqua è stato traumatico. Probabilmente, l’acqua aveva un temperatura che oscillava tra i 23/25 gradi, perché dal tuffo in poi, fino ad almeno i primi 300m non sono riuscito a scaldarmi. Ma non si molla. Le mie gambe erano già lesse, o quantomeno, non avevo spinta. Dopo aver provato un paio di tuffi, decido di uscire e attende la prechiamata per le mie gare. 100 stile e 50 delfino. Intanto sono di pessimo umore, ho freddo e le ginocchia cominciano a dolermi. I miei compagni fanno punti, si difendono bene. Tocca a me. 100 SL. Sul Blocco di partenza ho le gambe molli. Mi sento sfinito mentre il cuore batte all’impazzata. Cerco di calmarmi, penso ad altro ma non va’. Salgo sul blocco e in una frazione di secondi, sono lanciato in acqua. Sento il freddo che stringe la presa su tronco e gambe. Sono infastidito da questa temperatura. Sento di sbagliare anche il tuffo, ma ormai è solo un ricordo. Adesso sono in gioco. Non sento le gambe. Dopo una pessima subacquea, so che in virata riesco a guadagnare qualcosa. I primi 50m reggo bene malgrado le gambe siano inesistenti. Vado di braccia. Tengo sotto controllo la corsia alla mia sinistra per capire se sono indietro rispetto agli altri. Non vedo nessuno. Seppur sconfortato, continuo ad avanzare. A 75m comincio a sentire il peso del corpo, ho ancora fiato ma, anche le braccia iniziano a non funzionare più. Ho ancora freddo. Gli ultimi 25 metri do il massimo. Tocco ed è finita. Mi sento sfinito, tanto da guardare nemmeno il display dei tempi, chi se ne frega, è già abbastanza aver concluso la gara. Esco dall’acqua demoralizzato e infreddolito. Raggiungo il coach che mi dice che malgrado tutto, ho abbassato il mio tempo di 1 secondo e qualcosa. Sono sorpreso, ma non sono convinto di fare la prossima gara, ci penso. Osservo gli altri gareggiare e mi sembrano fluidi ed eleganti. Ho tanta acqua da bere ancora, prima di arrivare a tali livelli. Comunque sia, decido di gareggiare a delfino. Stavolta sul blocco sono più sereno. Di solito, alla prima gara si sfoga tutta la tensione. Comunque sia Parto deciso dal blocco, non penso nemmeno alla subacquea. Il freddo si fà risentire ma stavolta sono più deciso a concludere meglio. Riesco a fare una virata decente e il ritorno dai primi 25 è meno pesante. Ho perso l’assetto, le braccia pesano in acqua, l’uscita dalla virata non è stata corretta, ma non si molla. Arrivo alla fine stanco ma contento di aver fatto la gara. Il tempo non m’interessa, anche se il coach mi comunica che ho comunque abbassato il tempo di 1 secondo.Sono stufo di questo impianto e di questa gara. Voglio andare a festeggiare con i miei compagni e rilassarmi. La sera al rientro a Trento sono cotto. Letto e libro e poi il il buio.

Bolzano – Trofeo di Natale 2019

La gara di Bolzano, mi ha portato parecchie soddisfazioni. E’ stato evidente che aver riposato la sera precedente la gara, ha dato buoni frutti. Con tutta la squadra ci ritroviamo in un parcheggio di una ghiacciata mattinata trentina. L’arrivo all’impianto di Bolzano ci trova impreparati alla mancanza di un bar aperto. Siamo infreddoliti, con una grande volgia di bere qualcosa di caldo e determinati a vincere, sopratutto dopo aver saputo che i nostri diretti avversari della Rari Nantes Trento avevano voglia di stravincere, visto che si erano presentati in numero superiore al nostro. L’acqua è stupenda, almeno per me, tiepida al punto giusto per il riscaldamento, ma viene ulteriormente abbassata durane le gare, anche se sui 100 la si percepisce calda. Mi sento bene, provo ansia si, ma non è come per Innsbruck. Iniziano le gare è i miei compagni fanno tempi da urlo. Arriva la mia gara. 100 SL. Sono un pò agitato ma sto bene. Alla mia sinistra c’è un tipo grosso, ovviamente mi disperderà penso tra me. Tengo stretto il blocco e mi preparo, fischio e si parte. Entro in acqua un pò male ma esco bene. Arrivo alla virata abbastanza veloce da uscirne con un ottimo ritmo. Non ho una grande subacquea quindi non perdo tempo sotto, riaffioro quasi subito e tengo d’occhio il tipo grosso adesso alla mia destra. Gli sto accanto, incredibile. Sono di buon umore in acqua, le gambe lavorano, magari non tanto ma ci sono, le braccia vanno bene. Non sono stanco. Seconda virata, bene. IL tipo grosso è ancora li, forse un pelo avanti ma lo seguo. Terza virata scivolo sul bordo e mi incazzo con me stesso. Va bè. Ultimi 25 metri. Sparo tutto quello che hò. Il tipo grosso alla mi destra è ancora avanti ma gli sto dietro. Le mie braccia si allungano e aumentano di frequenza. Sento l’acqua che frulla tiepida in bocca. Ultimo allungamento fino a toccare l’arrivo. Ho caldo. Il tipo grosso tocca prima di me, ma questione di poco. Sono felice, non sono stanco e ho finito i 100. NOn guardo il tempo e con mia grande sorpresa vedo i miei compagni che mi urlano che è andata bene. 5 secondi in meno da Innsbruck!!! Sono incredulo. Intanto i miei compagni fanno tempi su tempi. Fantastici. Faccio parte di una squadra veramente in gamba, che vive il nuoto con grande amore, professionalità e passione. Mi attende la gara a Delfino. Ultima della mia giornata. Poi le staffette e i 1500. Dal blocco di partenza parto bene, ma riaffioro fuori assetto dalla subacquea e sento le braccia pesanti. Non mollo. Alla virata sui 25 scivolo nuovamente ma me ne frego. Cerco di finire bene la gara. Riaffioro e vado di braccia. Le gambe stavolta non mi assistono ma non sono stanco. Non do il massimo, sento che a delfino mi manca tutta la tecnica e il CORE è ancora un blocco unico. Mentre tocco l’arrivo, penso che quest’anno avro’ molto lavoro da fare per sbloccare tutta la parte addominale e lombare. Gara finita. Non sono stanco ma nemmeno euforico. Esco e raggiungo il coach. 2 secondi e mezzo in meno. Bene, penso, ma ancora non basta. Dovrò lavorare molto per cercare di abbassare ulteriormente tutti i miei tempi. I miei compagni finiscono le gare e vinciamo il Trofeo di Natale. Felici e divertiti, dopo le foto di rito, andiamo a rifocillarci e bere una birra tutti insieme. Stagione finita. CI vediamo nel 2020 con le prossime gare. Come sempre , non riesco a non raccontare per immagini, mi dispiace per chi non c’è in foto ma, mi riprometto di fotografare tutti.

About Author

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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