A Star Wars story – Atto 1

Era il lontano 1977/78 quando vidi per la prima volta ” Una nuova speranza” il film che allora per me fu il primo della serie. Ero giovanissimo e quindi affascinato da tutto ciò che era fantascienza. Da lì in poi, divenni un fan ( non sfegatato, non mi sono mai vestito da Jedi o Sith ) di quel mondo fantastico che era riuscito a creare George Lucas. Mi ricordo che per quell’epoca, la trilogia finiva con Skywalker vincitore sul lato oscuro e mai, ( anche se c’erano i libri ) mi sarei aspettato di vedere i prequel o i sequel ( in realtà ho solo visto il 7) ma, ciò che mi intrigava di più, al di là delle polemiche sul fatto che siano piaciuti o meno, c’era il fatto che da quel mondo si poteva attingere per dare vita a miriadi di nuove storie. Ha riprova di ciò, ho apprezzato molto ” Rogue One “, film che mi ha dato un punto di vista differente, il punto di vista delle retrovie, di coloro che soffrono e lottano pur sapendo che non forse non vedranno mai la luce, coloro che sono lontani dalle piazze del potere. Da qui, ho cominciato a pensare acnh’io acome potesse essere creare una storia, piccola per iniziare e vedrò nel tempo come si svilupperà. Ultima cosa, e poi vi lascio al racconto, certo è, che con tutte le odierne tecnologie, i capitoli IV V VI della saga, rimangono ancora oggi i più convincenti. Ma questo, è solo il mio pensiero.

Atto 1 Spazio profondo

Durante una furente battaglia nel Quadrante di Rishi, che ha visto impegnate 3 squadriglie di ribelli contro i caccia imperiali a difesa di un Destroyer, durante il combattimento, due avversari si ritrovano molti distanti dai loro compagni. Nell’avvicendarsi di manovre evasive e colpi di folgoratori, i caccia dei due piloti cominciano ad avere problemi strutturali. Entrambi hanno le consolle danneggiate e non solo.

– Lo stabilizzatore è andato e ho una perdita di tensione sull’ala sinistra. Spero di non finire in pezzi , non prima di aver fatto fuori quel bastardo. – Pensa tra se e se il pilota del Tie- fighter, mentre continua a fare fuoco verso il pilota ribelle dinanzi a lui.

– Il motore due va a fuoco, non riesco a spegnerlo e la mia controparte è distrutta , devo trovare un punto d’atterraggio subito – pensa ad alta voce il pilota dell’X-wing, mentre lotta disperatamente per tenere il caccia in volo ed evitare i colpi del Tie fighter.

Per un instante cessano di spararsi l’un l’altro e quasi parallelamente, si dirigono alla massima velocità verso un planetoide apparso improvvisamente ai loro occhi, evidentemente occultato dallo svavillio delle stelle. Entrambi i piloti hanno la strumentazione di bordo fuori uso quindi, devono affidarsi alla propria esperienza, per tentare un atterraggio di fortuna.

Oltrepassata l’atmosfera del planetoide, i due nemici riprendono a spararsi addosso, compromettendo ancora di più la struttura dei caccia. Nessuno dei due vuole cedere. Un colpo secco trancia un frammento dell’ala destra del Tie fighter che vira improvvisamente verso destra e con una azzardata manovra , il pilota chiude la virata dietro all’X-Wing. Spara un paio di raffiche che incendiano i motori del pilota ribelle che a questo punto, vira bruscamente a sinistra , scendendo velocemente di quota. Il pilota imperiale, convinto di aver abbattuto il proprio nemico, vira leggermente verso destra, cercando di mantenere un pò di quota per non finire distrutto a terra, ma il caccia è spacciato, il motore cede e non rimane che tentare l’atterraggio cercando di rimanere vivi. Mentre la terra si avvicina, il pilota sbraita contro chi non ha mai previsto un carrello nei Tiè Fighter, – Oggi mi sarebbe stato utile –

Malgrado tutto l’atterraggio riesce, seppur rovinando contro il terreno ghiacciato, il pilota imperiale esce illeso dalla cabina e, nello stesso istante in cui cerca di capire dove si trova, viene investito da una raffica proveniente dall’X-wing in fiamme che passa sopra la sua testa. Con un balzo, si nasconde dietro i rottami del suo caccia, e rimane ad osservare la scia di fumo nero lasciata del nemico, mentre cade molto oltre una collina innevata….

Continua….

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” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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