A proposito di Sci fi Series, tempo fa mi sono imbattuto in questa serie ( che per ovvi motivi io non ho visto all’epoca ) di produzione tedesca del 1966. Ne realizzarono solamente 7 puntate che oggi sono visibili su youtube. Sembra che la serie, sia stata la più costosa per l’epoca, ma non riuscii ad avere il successo sperato, anche perché 10 giorni prima negli stati uniti, aveva fatto coming out la prima di Star Trek, e inoltre, Raumpatrouille era girata in bianco e nero mentre gli USA, avevano già il colore. A parte un paio di puntate andate in onda in italia, per il resto, la serie rimase nel paese di origine. Però guardandola, è alquanto divertente, e con spunti interessanti circa la tecnologia di volo, sempre riferiti all’epoca ovviamente. Ma la cosa che mi ha divertito di più, è la caratterizzazione dei personaggi. Un equipaggio misto ( come in star trek ), di cui ognuno e complice dell’altro, in un susseguirsi di avventure rocambolesche e personali, in cui ci si para sempre il culo a vicenda, e con un comandante che fa sempre il figo, che ama tutte le donne, che se ne sbatte degli ordini ma con grandi capacità di risolvere le situazioni più difficili, insomma, una specie di Kirk europeo. Ma la chicca, è vederli danzare strani balli, in un locale dallo stile futuristico, sotto una specie di acquario di Genova, dove sguazzano pesci giganti. Le storie sono divertenti in fondo, e anche se degli alieni si capisce ben poco, il bianco e nero dona al progetto quel sapore di cinema noir. Comunque, se vi và, datele un occhio, non è male. Vi lascio un link per youtube. …. Alla prossima!!

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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