Magazine dal mondo fotografico

Un aspetto che mi ha sempre affascinato della fotografia è, l’ innata capacità illimitata, seppur limitata dalla bidimensionalità, di poter stravolgere il senso di una immagine. Per questo nel tempo, ho accumulato magazine di ogni tipo dove guardare, cercare, attingere, da dove fosse possibile averne e mi rendo conto che tanti ancora, ve ne sarebbero. Questi magazine che nascono, muoiono e rinascono, sono fonte inesauribile di storie dal mondo legate alla fotografia o più precisamente, di come l’essere umano ne faccia uso. Questo era un numero particolare di Photoicon, preso a Roma diversi anni fà, che non credo esista più. Mi ricordo che rimasi folgorato dalla cover, e quindi decisi di acquistarlo, anche se al tempo, ero in ristrettezze economiche e facevo attenzione a tutto. Comunque sia a parte la cover, di cui parlerò in un altro articolo, ho trovato un articolo interessante su un agenzia tutt’ora attiva in Mexico, che ha compreso l’esigenza di un popolo molto, come potrei dire, con un indole molto religiosa. Il loro motto è : ” IF YOU WANT TO TALK WITH JESUS OR IF YOU WANT TO THE VIRGIN TO EMBRACE YOU.WE CAN HELP YOU! WE CAN DO ALL THAT! ” e io aggiungo; Stupendo!!!! Kitsch! Folle , divertente e non saprei che altro aggettivo utilizzare, forse geniale, perchè comunque che piaccia o no, questa agenzia ha creato un mercato, un filone che definirei Clericalkitsch. Ovviamente tutte le richieste non sono fini solo a ricevere un immagine sacra, ci si può fare fotografare con uno sfondo montano, una ricca tenuta, un luogo sperduto nel mondo e quant’altro voi desideriate.

Non voglio dire altro, vi lascio alle immagini riprese dal magazine e quindi, non molto incise. Alla prossima!!

Tutte le immagini sono coperte da Copyright

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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