Stampate le vostre foto, non seppellitele tutte negli HD

Erano i giorni del sole e del mare nelle terre del sud. Puglia quanto ti amo. Acqua cristallina, aria salmastra che ossigena polmoni e cuore. In giro tra la gente che ci ha sorriso per tutto il tempo, attraverso una Santa Maria di Leuca, per nostra fortuna , poco affollata. Poi la baia di San Gregorio di Leuca tra letture, nuotate, fotografie temporali estivi e aperitivi in spiaggia, fino alla notte, amanti tra l’infrangersi delle onde del mare profondo e la luce intensa della coltre stellare”

C’è un motivo per il quale amo la fotografia istantanea. E’ un esperienza sensoriale in 3D diretta. La vedi, la annusi, la stracci, la distruggi, ci dipingi sopra, te la porti in giro, ci fai quello che ti pare. Ovvio, vi è un costo da pagare, ma la fotografia non è mai stata economica in nessun aspetto. In questo periodo di quarantena in cui #iorestoacasa, mi capita di riorganizzare il materiale fotografico digitale e quindi che succede? che mi ritrovo a dover rivedere, ripulire, ri-selezionare delle immagini che magari un tempo mi piacevano, mentre adesso provo per esse il sentimento opposto. Il problema del digitale per me è questo. Di norma io su un lavoro, ove mi sia possibile farlo, lascio che le immagini riposino per qualche settimana, il tempo di ” maturare ” per poi guardarle con il giusto livello di interpretazione. Ma ( ovviamente non parlo di lavoro adesso ) quando rimangono all’interno degli Hd per un anno, ci se ne dimentica. Non le vediamo più, e come se avessimo rimosso quell’esperienza. Ritirarle fuori dopo un anno, equivale e dare una reinterpretazione del vissuto, tramite ricordi sepolti nella nostra mente. E’ un pò come iniziare un libro, e riprenderlo dopo un anno. Devi andare a ritroso e rifare l’esperienza. Ovvio, va bene così, per fortuna esiste il digitale, ma per fortuna anche l’analogico istantaneo, che ai giorni odierni ha guadagnato un punto in più. Il digitale è comodo mentre l’analogico istantaneo è esperienza diretta. Ma questa rimane sempre la mia personale opinione, però, stampate le vostre foto. Almeno quelle che vi riguardano di più. Sono momenti unici e memoria storica, che un giorno vi diranno chi siete e dove siete stati. alla prossima.

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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