Ho sempre sentito l’esigenza di affiancare un testo a delle immagini, e ogni tanto ( senza avere la pretesa di essere uno scrittore ) mi ritrovo a scrivere più di quanto dovrei. Ma mi rendo conto che amo scrivere piccole storie, quanto fotografare o dar vita a un idea fotografica che assembli più linguaggi.

La città era in piena euforia estiva. Le torride notti trovavano ristoro nelle fresca brezza marina, proveniente dal Castello a Mare nel pressi del porto. I localini notturni dove si poteva trovare del buon cibo mediorientale lavoravano a pieno ritmo. Il popolo della notte cenava dinanzi a un buon Cous cous o falafel e/o Pane cà Meusa, pane e panelle e intanto si raccontava.  Io ero lì , nei pressi di un piccolo ristorante al centro della piazza in cerca di un inquadratura particolare, un volto, una situazione che volevo fissare nella tempo latente della pellicola. Cercavo di osservare il tutto e godermi quello spettacolo con lo stupore che può avere un ragazzino che si ritrova con un apparecchio fotografico in mano, per la prima volta. Se non ricordo male qualcuno disse: ” l’umanità è lo spettacolo più bello del mondo ed è gratis” e in quel momento tutto era folle, umano, coinvolgente, e meravigliosamente gratuito, meglio che al cinema . Cominciai a passeggiare lentamente, assaporando con tutti i miei sensi la vita in questo angolo della città. Stavo per dirigermi verso il teatro Politeama quando lei, sbucò fuori dal cono d’ombra di un vicolo adiacente. Era passato un anno dall’ultima volta, ma il ricordo del suo corpo tra le mie braccia, balzò prepotente in me. Le scattai una foto prima che potesse vedermi, pur sapendo che forse, avrei avuto solo un mix di ombre e luci, ma tirai su di molto gli iso, aprii un pò il diaframma, aumentai lo speed e feci click. Quando mi vide lessi il mio stesso stupore nel suo sguardo, forse stava pensando che cosa sarebbe successo da li a poco? non lo so, ma desideravo sentirla vicino a me. I nostri sguardi s’incrociarono e Il mondo scomparve dai nostri occhi e rimanemmo solo noi due, ma io continuai a scattarle delle foto, volevo congelare quell’istante per sempre. La piazza si riempii nuovamente, il mondo riprese a urlare e in un attimo, ci ritrovammo abbracciati . Il tempo non sembrava aver scalfito la nostra passione. Le presi il volto tra le mani e volli guardare quel mondo meraviglioso di labbra, occhi, guance ribelli e capelli per quel tanto che serviva alla mia memoria fotografica. Ci abbracciammo nuovamente e accadde di nuovo, cominciammo a raccontarci e baciarci follemente, per quella che sarebbe stata un intera folle notte di passione, tra le vie della città di Palermo.

About Author

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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