Fotografia,  Tracce di scrittura, pensieri.

24 ore.

In questi lunghi giorni fatti di luce e buio come mai prima li ho vissuti, Il tempo si è dilatato ma al contempo, le 24 ore sembrano più corte. Si arriva a notte fonda pieni di pensieri per il domani o per il futuro prossimo. 24 ore corte dicevo, forse perché si cerca di riempirle con abilità che prima del ” Giorno 0″, non avevamo il tempo di vivere, troppo presi dal lavoro, dai soldi ( sempre pochi ) e da un po’ di sano svago. Mi rendo conto solo adesso, di quanto abbiamo riempito la nostra vita di fattori futili, o quantomeno non necessari. Non so come io ne uscirò, anche se questo non vuol dire non potersi fare una birra con qualche amico ( rispettando le distanze ) o far festa di tanto in tanto ( anzi ); ma quando riapriremo saremo diversi, cambiati, o perlomeno cosi io credo, forse saremo più diretti , staremo sul pezzo, su quegli aspetti che realmente ci interessano o ci completano. Così io credo.

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

5 commenti

  • Demonio

    Io credo e spero che torneremo a vivere senza distanze per due ragioni. La prima è che umanamente parlando sarebbe uno schifo di vita senza potersi abbracciare, salutare con pacche, strette di mano, sorrisi, stare in un pub affollato proteggendo il bicchiere mentre ti fai strada tra un gruppo di ragazze, lavorare a stretto contatto ecc ecc. Sarebbe una non vita. Ma la seconda è anche più importante. Come specie umana non possiamo semplicemente permettercelo. Non possiamo perché noi abbiamo bisogno di vivere rafforzando continuamente le nostre difese immunitarie. Una vita da isolati ci indebolirebbe presto e alla prossima epidemia allora si che saremmo tutti spacciati. Io credo che la cosa si cui bisognerà lavorare è il superamento del terrore. Non abbiamo scelta.

  • Gravantes

    Assolutamente d’accordo con te, sopratutto per la seconda ragione. Noi siamo l’evoluzione dei nostri virus, lo abbiamo sempre saputo inconsapevolmente. Sempre un piacere confrontarsi.

  • Gravantes

    Io non sono pessimista, semplicemnete so che la paura porta gravi danni se on affrontata. Vedremo.

  • Demonio

    Siamo una specie complessa che vive in un mondo complesso, purtroppo è così ma la gente vorrebbe tutto semplice, vorrebbe certezze che in natura non possono esistere. Bisognerebbe capire che la vita non è né un dono ne un miracolo ma semplicemente una lotta continua e costante e che di fatto è solo un mezzo dove ognuno di noi è solo una parte del tutto.

  • Demonio

    La paura sana ci ha permesso di evolverci e di sopravvivere. Il problema sono le paure irrazionali o indotte che spesso sono deleterie. Io invece sono maledettamente pessimista ma come te credo che le paure vadano affrontate!

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