Non avendo più punti di riferimenti quali il lavoro e le varie situazioni dinamiche, ho perso il controllo del tempo, essendo oggi, costretto a vivere in uno spazio definito. Io non posso congelare il tempo come in fotografia, ma posso percepirne la continuità relativa alla mia vita. Sembra folle lo so, ma in questi giorni vivo momenti di estraneamento temporale come fossi in un altro luogo in cui tempo e spazio respirano all’unisono. Luce è buio, espansione e contrazione. Allora ho deciso di scattare delle immagini tramite un semplice trucco analogico, ( Postprod al pc ridotta solo al minimo, faccio tutto in macchina ) che mi permettesse visualizzare in alcuni istanti entro le 24 ore, in cui ho visto un film, ho fatto l’amore, ho ripreso il sole, mi sono fatto un caffè, ho letto un libro e fatto colazione, ho dipinto, steso i panni, ho risposto al telefono, ho rivisto un film e sono tornato nel letto, cosa intendo per dilatazione e contrazione. Il risultato mi sembra interessante, ma è solo un inizio. Consigli e critiche sono ben accetti. Alla prossima.

In fotografia si può decidere di alterare il tempo. In fotografia, il tempo è definito da un click, più o meno lungo a secondo di ciò che si sta fotografando. Ma quando si comincia a perdere la nozione del tempo che succede? Luce e buio si alternano senza sosta, il tempo si dilata ma al contempo sembra restringersi.

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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