Quelle fotografie in Blade Runner 2020 – 2049

Ieri sera ho avuto modo di vedere Blade Runner 2049.

Che dire, fotografia impeccabile, scenari distopici molto aderenti al libro di Philiph Dick e attori veramente in gamba ma, la storia non mi ha convinto un granché. A parte l’estenuante lentezza che solo un fan di Tarkosky come me può sopportare, ho trovato lo sviluppo della tematica troppo superficiale, troppo lineare. Non dico che non sia possibile in un lontano futuro ( lontano? ) che un androide non possa riprodursi ma, nel film questa cosa è vaga, lasciata al caso, senza nessuna spiegazione. Comunque sia non sono un critico, ma un semplice appassionato di Sci fi.

Dal punto di vista fotografico invece, posso dire di aver trovato nella storia uno sviluppo interessante, cosa che nel primo film era ancora più evidente. Quanto sono importanti le immagini fotografiche per i replicanti? In effetti, sono le prove tangibili dei loro ricordi, le loro memorie. Vi ricordate la scena di Leo che torna a casa e non trova più le sue foto? oppure le immagini della famiglia di Rachel? e in questo sequel, il replicante H inizia la propria ricerca sulla base di una fotografia ritrovata in un baule. Innesti, ricordi necessari per la stabilità mentale dei replicanti, un supporto di sicurezza. Affascinante. Io dico che In una fotografia non vi è solo un ricordo, ma tutta la testimonianza di quel momento storico. La Testimonianza del vostro passaggio e della vostra esistenza su questa terra. Senza questi elementi non vi sarebbero testimonianza e ricordo e la vostra essenza, si disperderebbe tra le nebbie del tempo.

6 commenti su “Quelle fotografie in Blade Runner 2020 – 2049”

  1. L’avevo visto tempo fa e mi era piaciuto a metà. Come hai ben detto il lato artistico/tecnico è impeccabile ma gli manca qualcosa. Di sicuro ciò che hai detto. Ma gli manca del ritmo. Inoltre non ha una colonna sonora all’altezza che per contro il primo aveva. Insomma alla fine è stato un film che non mi ha lasciato un segno, nessuna scena memorabile, nessun dialogo immortale, nulla che lo caratterizzi.
    Sul significato delle foto però che dire…sono troppo d’accordo con quel che dici e come lo dici. Parafrasando una famosa citazione, al netto del decadimento della materia potremmo quasi due che una foto è per sempre!

  2. Infatti, manca del ritmo e spessore per gli attori, anche se il libro è molto cupo e lento, in realtà ha momenti piuttosto forti che nemmeno nel primo film hanno messo in pellicola. Per Le musiche, penso abbiano dato eco alle originali di Vangelis, ma più vuote. Per le fotografie, quello è il mio pensiero sulla base di molte letture e esperienze personali, ma me ne sono reso conto su questo film. Pazzesco.

  3. Il libro non l’ho letto però spesso mi è capitato di vedere un film di cui avessi anche letto il libro o viceversa e raramente ne sono uscito contento!