Come spesso rispondo a chi me lo chiede, io mi sento più un grande curioso che un fotografo. Questo concetto fa si che io, abbia la necessità di raccogliere storie e aneddoti per comprendere e raccontare il mio mondo fotografico. Con questo articolo, vorrei iniziare un percorso attraverso la fotografia dal punto di vista dello sguardo italiano. Questo perche sono convinto che ogni popolo, abbia la propria visione in base al proprio background culturale.

Lanfranco Colombo è stato un autore e imprenditore italiano e un lungimirante precursore nella divulgazione della fotografia come medium. Nel dopoguerra diede vita alla galleria ” Il DIAFRAMMA ” di Milano. Un luogo di incontro e di cultura dove vari esponenti più o meno noti della fotografia di quel periodo hanno esposto. Per citarne alcuni: Gianni Berengo Gardin – Gabrilele Basilico – Elliot Erwitt – Letizia Battaglia – Franco Vaccaro – Giovanni Gastel – Mario Giacomelli –  Aleksandr Rodcenko e tanti altri ancora, insomma, veramente tanta roba!!

Oggi, tutto questo tesoro è custodito presso – il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, sede del Fondo Colombo.

Ma tornano agli aneddoti di cui parlavo all’inizio dell’articolo e scavando tra pagine di quotidiani e libri, mi sono imbattuto in questa storia: Colombo, diede la possibilità all’allora sconosciuto Franco Fontana di diventare ciò che oggi è, un importante fotografo contemporaneo. Fontana è conosciuto sopratutto per i suoi paesaggi eterei, pastellati ma con contrasti di colore e contorni netti, molto grafici direi. A quanto pare, durante una mostra organizzata da Colombo nella sua galleria inerente ai fotografi modenesi di cui Renzo Cambi era fotografo in esposizione, alcuni critici chiesero a Colombo come mai vi fossero delle foto che copiavano Fontana!!! Ops!!! Io credo, che nel mondo nulla si crea da nulla, ma si riorganizza e quindi, anche nel mondo della fotografia ci si ispira a vicenda, però, stando a cosa ha scritto Colombo, che ovviamente era a conoscenza del fatto che Fontana conoscesse bene Renzo Cambi e che le foto di Cambi fossero antecedenti a Fontana, rimase un pò stupito nel notare come quest’ultimo negò di conoscere Cambi togliendogli addirittura il saluto per un paio di anni, per poi tornare amico di sempre. Strano no?Atteggiamenti mi viene da pensare. Però tutto questo è interessante almeno per me, forse perché quando io guardo delle foto, mi chiedo chi vi sia dietro l’obbiettivo. Chi è l’uomo che ha scattato? cosa pensa? cosa fa? perché alla fine, in ogni fotografia, vi è tutto il nostro vissuto. Alla prossima!!!

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” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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