Una cosa che mi è mancata fin ora della fotografia è l’incontro. Le persone con i loro volti carichi di storia. C’e un quartiere a Trento, dove ho vissuto per anni, per cui ho sempre provato una sorta di indissolubile legame. Prima del Lockdown avevo iniziato a farne un progetto fotografico, in riferimento agli spazi e alle persone che lo animano, poi stop. Sto parlando dello storico quartiere di San Martino, vecchio porto della città solcato un tempo dal fiume Adige. Ma di questo ne parlerò in un altro articolo. Questo frammento è solo una necessita’ impellente di voler tornare in strada ad incontrare le persone, e prima di fotografare come faccio di solito, parlare con loro, ridere, cazzeggiare, prendere un caffè, vivere insomma un incontro e poi forse, riesco a fotografare. Non sempre ci riesco, devo trovare il giusto punctum che ovviamente è soggettivo per ognuno di noi. Per fortuna da qualche giorno le limitazioni si sono allentante, e vedremo se riuscirò a riprendere in mano il progetto. Intanto, ne approfitto per ringraziare tutti coloro che mi seguono e mi scrivono. Grazie a tutti voi.

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” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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