Fase 3 – Ritratti Afoni

Fase 3 – Ritratti Afoni

Aggiornamenti.

Per qualche strano motivo, mi è venuto automatico generare un progetto su questo difficile periodo, suddividendolo inconsapevolmente in 3 parti. Estraneamento – Assenza e degradazione e Ritratti Afoni. Succede che si inizi un progetto, per poi aprire nuove vie in fase di sviluppo. La fotografia è così, mille strade da percorrere e altrettante da scegliere. Nei giorni passati mi sono chiesto più volte, come sarei andato avanti sul progetto dopo aver sviluppato l’assenza della dinamicità della vita causa virus. Fatto sta, che nelle ultime 24 ore ho avuto modo di cominciare a fotografare la gente ( amici e sconosciuti ) in modalità ritratto, cercando di capire come le persone vivono la percezione di una parte del proprio volto nascosta al mondo. Queste sono le prime immagini. Ho pensato che Se un virus, non fa distinzioni di genere, la stessa cosa dicasi per qualcosa che cela una parte del nostro volto, quella atta alla funzione verbale, sopratutto in un periodo in cui diviene sempre più difficile comunicare e attingere alla verità delle molteplicità della vita. Inoltre, se è già di per sé difficile capire quale aspetto stiamo fotografando dello spectator ( o ciò che lui vuole farci intuire di se ), la mascherina pone il colpo di grazia, ovvero toglie il colore e la modulazione del tono, le differenze insite in ognuno di noi si attenuano e noi diveniamo afoni.

Ma forse, vi è una nuova via in atto, che avevo poco preso in considerazione. Quando una persona è affetta da qualcosa che limita uno dei nostri sensi, i rimanenti si acuiscono. In questo caso, in cui la mascherina ci rende afoni, sono gli occhi a fare il lavoro per tutto il volto. Il lavoro è in progress, quindi aggiungerò nuovi ritratti ogni qualvolta mi sarà possibile. Intanto ringrazio tutti coloro che mi danno la possibilità di ritrarli. Alla prossima.

Gravantes

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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4 Comments

  1. Se riesco a organizzare un evento dove esporrò queste immagini, posso utilizzare questo tuo testo? Non lo avrei descritto meglio anch’io. Bellisisimo grazie

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Tanti sono i lavori che ho svolto nella mia vita, ma ho sempre portato con me un mezzo per fotografare, un quaderno per scrivere e un libro. 3 elementi per me molto importanti per poter osservare, raccogliere e raccontare il mio passaggio su questo pianeta.

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