Ne è passato di tempo da quando cominciai a capire cosa realmente fosse la Mafia. Più che altro andando via da Palermo, questo pensiero divenne nel tempo un’ossessione, che mi portò nel lontano 2003 a leggere e guardare film a tema. In quel periodo avevo la fortuna di lavorare nel cinema a Roma, (oltre ai lavori in più che facevo per mantenermi ), con l’idea di diventare regista ( sogni e desideri di un 30enne) quindi per me, guardare un film equivaleva a studiare. Devo dire che i vari film visti in certi casi erano più reali della realtà e come me, pensò e disse qualcosa di simile un giorno il Giudice Falcone, quando gli chiesero cosa ne pensasse della serie Tv ” La Piovra “famosa negli anni 80, per aver messo in luce la parte peggiore della Mafia. Comunque sia, tra letture, film e documentari, mi resi conto di quanto la Sicilia vivesse avvolta in un manto nero chiazzato di rosso. Ma la cosa più sconcertante fu comprendere che finché vivevo all’interno del tessuto sociale della mia ( a tutt’oggi ) amata Palermo, mi sembrava tutto normale. Sirene, pistole, assassinii, ambulanze, esplosioni, e tutto ciò che è arrivato a voi tramite la tv in quegli anni. Lo so, è sconcertante. Ma vi dico che gli anni di piombo, sono stati per il popolo siciliano una vera è propria sconfitta sociale. Ha distrutto la nostra identità.

Purtroppo Domani ricorre una data importante e posterò un testo scritto qualche anno fa come memoria di quel giorno. Tanti sono stati nel corso del tempo, registi come Pietro Germi, Francesco Rosi fino a Marco Tullio Giordana e giornalisti e scrittori come Roberto Olla, Francesco Viviano e altri ve ne sono, hanno fatto molto per risvegliare le coscienze. Peccato che le cose non siano cambiate di molto. Sperare non è da me, ma continuo a credere negli uomini che hanno voglia di combattere per la bellezza della vita.

Qui sotto ho voluto postare locandine di film e di libri sul tema, altri ve ne sarebbero ma devo cercarli. Un saluto a tutti voi.

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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