Torre Bert. Era spaziale

Antenne – Emulsione pellicola trx400

Non so perché, ma quest’immagine mi riporta alla mente la storia dei fratelli Cordiglia e della loro stazione di radio ascolto spaziale a Torino, soprannominata “ Torre Bert”, ma mi riporta anche al sud, a quando da ragazzini ascoltavamo le discussioni tra radioamamtori tramite semplici walkie talkie. Ci sono foto, che rimandano sempre a dei ricordi ad un tempo passato, ma senza necessaria nostalgia, quanto più ad una interessante curiosità.

Non tutti lo ricorderanno, ma il mondo, nel 1961 era in piena ” Guerra Fredda” e i fratelli Cordiglia divennero famosi, sia per aver tracciato e trasmesso agli italiani il segnale dello Sputnik, ( primo satellite in orbita intorno alla terra, ad opera dei russi ) e per l’ipotesi ( sempre contestata dai russi ) che durante un rilevamento, abbiano tracciato le voci e le telemetrie di alcuni cosmonauti morti a bordo delle loro capsule. Ma penso che ne parlerò nel prossimo articolo, ormai mi ha preso la corsa allo spazio.

I fratelli Cordiglia

Cosa veramente ascoltarono i fratelli Cordoglia forse, non lo sapremo mai ma di fatto, una foto a volte, può creare un legame con un passato che non si è vissuto in prima persona, ma attraverso la storia dell’uomo. Buona giornata a tutti voi.

6 thoughts on “Torre Bert. Era spaziale

  1. Demonio says:

    Non sapevo di questi fratelli ma sapevo dell’importanza dei radioamatori di un tempo, utili spesso nelle vecchie emergenze! Invece mi hai riportato un ricordo del periodo militare quando di guardia avevo una radio che prendeva qualsiasi cosa! 😄 Ovviamente io avrei dovuto usare solo la frequenza militare assegnata ma sono sempre stato curioso e così mi ascoltavo piloti di aerei, radioamatori, camionisti e le telefonate zozze notturne della gente! I vecchi etacs erano segnali analogici che chiunque poteva ascoltare e le mie notti di guardia me le passavo così divertendomi ogni tanto ad intervenire per mettere scompiglio! Ma solo dove non facevo danni eh, che non ero stupido da metter in pericolo gli aerei!

  2. Gravantes says:

    Madooo, ricordo anch’io, che mi inserivo nelle discussioni e rompevo le palle. Poi da Palermo prendevamo le onde corte delle navi in giro per il tirreno. Una volta abbiamo beccato un sos di una nave africana credo. Era strano, sembrava di essere collegati con l’universo.

  3. Demonio says:

    😄 si, era un bel modo di passare la notte…in mancanza di meglio!

  4. Gravantes says:

    😂😂😂e già!!! Ma si cercava di non farsi mai mancare il meglio

  5. Demonio says:

    eravamo furbetti!:-D

  6. Demonio says:

    eravamo furbetti! 😀

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