Cosmonauti nell’etere.

Cosmonauti nell’etere.

Era Spaziale

Nell’articolo precedente, facevo riferimento alla leggenda metropolitana dei ” Cosmonauti Perduti dell’ ex Unione Sovietica ” e avevo scritto della possibilità che due fratelli Torinesi, avessero intercettato gli ultimi istanti di vita di alcuni cosmonauti, durante un paio di voli non ufficiali.

I Russi, compresi americani e inglesi, hanno da sempre smentito tali missioni, tacciando i fratelli torinesi come nemici dello stato sovietico, ma è un fatto che i Cordiglia ( riscontro dai giornali dell’epoca ) sembrerebbe siano stati minacciati e perseguitati con strane visite ( Agenti del KGB ?) e tenuti sotto sorveglianza fino al punto che dopo questi eventi, essi abbiano deciso di smontare tutto l’apparato radioricevente. Sara vero? oppure erano solo due uomini in cerca di notorietà? Chissà.

Antenne Torre Bert
Torre Bert

Ma cosa avrebbero realmente ascoltato i fratelli?, che tra l’altro non erano gli unici radioamatori in ascolto in quel periodo, anzi uno di essi diede un valore aggiunto alle tesi dei Cordiglia. Vi invito ad ascoltare questo file audio che fa parte di una raccolta di diversi files, contenenti registrazioni di presunte missioni non ufficiali. Se tutto ciò fosse vero, Yuri Gagarin, fu si il primo uomo nello spazio in volo orbitale, ma a rientrare vivo.

Inquietante vero? La voce della donna sarebbe quella di Ludmilla Serakovna o Tokova che in fase di rientro da una missione ghost, è esplosa o é stata fatta esplodere per non cadere in territorio nemico. Ma sarà tutto vero? Non lo so’. A rigor di logica , pensando al periodo storico, sembra impossibile che la tecnologia dell’epoca, rendesse possibile tutti questi voli. Eppure, chi può dire che al di là delle missioni ufficiali, non vi siano state missioni di prova ? Comunque sia, dai registri dell’epoca, risulta una lista di piloti morti in missioni di collaudo e addestramento, ma che su alcuni di essi, vi sono vari dubbi su che tipo di missioni stessero effettuando e su chè navette. Un gran casino insomma. Certo Io non mi sento di escludere nulla, ma forse una spiegazione cé.

In un’altro video che ho trovato, un noto Youtuber torinese, spiega che queste intercettazioni altro non erano che voci registrate a bordo delle capsule in orbita, per verificare la capacità di trasmissione/ricezione a terra.Tutto ciò potrebbe essere verosimile. Perché no? Però ancora oggi, la faccenda non è risolta. Di chi sarebbero quelle voci? e perché farle? Bho.

Avrete ormai capito che nella mia vita la fotografia è soltanto una aspetto di un più vasto campo di interessi. Il volo, è uno di questi. Ciao a tutti voi.

Gravantes

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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5 Comments

  1. Ovviamente in quel periodo le missioni erano tutte militari e quindi molto poco aperte all’opinione pubblica. Se andavano bene diventavano terreno di propaganda (sia dall’una che dall’altra parte) e se andavano male magari si cercava di nascondere o minimizzare. Tra le cose accadute vi fu anche il lancio ad un certo punto della prima stazione spaziale, la Salyut 7, da cui venne anche tratto un film, che subii un danneggiamento catastrofico e costrinse i sovietici a ripararla con una missione praticamente impossibile e quasi suicida. Fortunatamente andò bene. Anni dopo una sorte analoga toccò alla Skylab statunitense che perse una parte dello scudo protettivo durante il lancio. Anche qui dovettero rattopparla alla buona inventandosi una sorta di ombrello da applicare per evitare alle radiazioni di penetrare all’interno. Fu un periodo in cui la sicurezza delle persone passava sempre in secondo piano rispetto al successo della nazione. Oggi per fortuna non è più così e a meno di stravolgimenti politici, causati da idioti come Trump o Putin, nello spazio vi è una grande collaborazione che ha portato ad anni di progressi. E nonostante ciò, gli incidenti sono sempre dietro l’angolo…

  2. Già, conosco anch’io la storia della Salyut 7, ho anche il film. Certo è che all’epoca importava arrivare primi ad ogni costo. Di sicuro c’è che finché il sistema di rilevamento della nato non è entrato in funzione, chiunque poteva lanciare qualcosa senza essere scoperto. Quindi, chissà quante missioni Ghost sono state effettuate da entrambi gli schieramenti.

  3. Bel film!L’ho visto qualche tempo fa! E si, concordo, ci può essere stato davvero di tutto da entrambi i lati della cortina e son cose che solo qualche storico un giorno scavando in qualche archivio potrà appurare.

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Tanti sono i lavori che ho svolto nella mia vita, ma ho sempre portato con me un mezzo per fotografare, un quaderno per scrivere e un libro. 3 elementi per me molto importanti per poter osservare, raccogliere e raccontare il mio passaggio su questo pianeta.

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