Il muro e il sostantivo

Il muro e il sostantivo

Luglio 14, 2020 1 Di Gravantes

C’era una volta un sostantivo di nome Amore, che viaggiava volando in giro per il mondo tra genti multicolore, donando abbracci e carezze e colmando con bellezza e felicità i vuoti di dolore di un pianeta blu. Ma un giorno, altre genti senza colore, eressero muri spinosi di freddo acciaio e grigi mattoni per separare i popoli. Una fresca mattina d’estate, Il sostantivo, volteggiando felice verso le porte di un confine , si ritrovò imprigionato tra gli aculei di un muro metallico. Il sangue rosso fioccó copioso dalle ferite riportate e il muro metallico si tinse di rosso. Il sostantivo smise di volare ma non si fece abbattere dalla cattiva sorte e così si inoltró, goccia dopo goccia nel terreno sottostante, provando una nuova strada per raggiungere altre genti a cui donare tutto se stesso, mentre il muro, rimase lì, stantio, morendo tempo dopo tempo nel suo stesso ego.