Un uomo è avvolto dalle fiamme mentre recita un mantra di pace. Questa fotografia, vinse il premio World Press Photo of the Year per il 1963 ed il Premio Pulitzer nel 1964. Il che mi sempre fatto pensare che il dolore umano, è qualcosa di vendibile, o no? Un immagine fortissima questa, difficile da dimenticare, un immagine del XX secolo.

Come ho scritto diverse volte, senza la fotografia non avremmo avuto la possibilità di conoscere gli eventi della storia del mondo, sopratutto per ciò che è stato il 900. Un secolo di eventi memorabili che hanno lasciato un segno nella memoria di chi lo ha attraversato. Da qui, l’idea di postare ogni tanto una immagine riferita ad un momento di notevole rilevanza storica. Ve lo dico subito: molte immagini saranno cruente e non molto piacevoli. Scorrendo quel periodo tramite le immagini fotografiche, si ha la sensazione di aver attraversato un secolo di guerre , contestazioni, rivoluzioni e scoperte tecnologiche. Ma vi saranno anche dei bei momenti da assaporare. Ma oggi iniziamo da qui.

Siamo a Saigon nel giugno del 1963, durante una manifestazione buddista per ottenere la libertà di culto da parte del governo cattolico sorretto da USa e Francia per bloccare l’avanzata del comunismo, quando un Monaco buddhista, si sedette in strada in posizione del fiore di loto e cominciò a recitare il proprio mantra mentre un suo confratello lo cospargeva di benzina, finché raggiunta la concentrazione necessaria, si diede fuoco continuando a recitare il mantra tra le fiamme che lo avvolgevavno. E’ un immagine potente questa, tant’e che l’allora presidente  John Fitzgerald Kennedy, rimase colpito: “Nessuna fotografia nella storia del giornalismo ha mai generato le stesse emozioni di questa, nel mondo”. Il monaco si chiamava Thích Quảng Đức e ha ritrarre l’evento è stato il giornalista Malcolm Browne dell’Ap. Dopo questo gesto, si legge in giro che altri 33 monaci trovarono la morte allo stesso modo, per protesta, ma per Thích Quảng Đức sembra che il fato avesse altre intenzioni, perché Dopo il rogo, il corpo venne portato al tempio per la cremazione dove si paleso un altro miracolo, la non combustione del cuore, che fece si che lui venisse riconosciuto come un bodhisattva, ovvero una persona che pur avendo ormai raggiunto l’illuminazione, e avendo quindi esaurito il ciclo delle sue esistenze terrene, scelse di rinunciare al nirvana e di continuare a reincarnarsi, sotto la spinta della compassione, per dedicarsi ad aiutare gli altri esseri umani a raggiungerlo. Al tramonto di quella giornata, molti Vietnamiti, giurarono di aver visto in cielo, l’immagine del Buddha piangente.

Alla prossima.

Thích Quảng ĐứcMalcolm Browne Associated Press

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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