Nuvole basse, luminescenti, iridescenti, minacciose e apparenti, ma il temporale non si manifesta, tutto è una lugubre tomba a cielo aperto. Afosi questi giorni. Manca il respiro e si è sospesi e avvolti in una coltre di umidità che rende pesante ogni gesto, ogni pensiero.

Lavorare in piscina in questi giorni, significa bruciare senza far nulla e senza che un alito di vento ci dia un minimo di ristoro. Ho la sensazione di vivere in un tempo di “bonaccia” , aggettivo utilizzato in marina per descrivere la mancanza di vento e/o calma piatta, che per una barca a vela si traduce nel rimanere fermi, e nemmeno il vento apparente può essere un aiuto. Tutto questo mi ha fatto pensare ad un libro che sicuramente tutti noi, abbiamo letto almeno una volta ma vita ” La linea D’ombra ” di Joseph Conrad, dove ad un giovane marinaio viene affidato il suo primo comando ( un veliero) , compito che si rivela tutt’altro che semplice, tra le superstizioni legate alla morte del vecchio comandante e la calma piatta che rende la vita dell’equipaggio appesa a un filo d’aria. Rileggere alcuni passaggi in queste notti afose, mi ha dato l’impressione di viverne l’esperienza, ma forse, anche perché sono e mi sento in un momento di cambiamento, e in fondo il racconto, non è altro che la storia di un uomo in una fase di forte crescita personale. Alla prossima

Un abbraccio tutti voi che mi seguite o mi lasciate un segno del vostro passaggio.

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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