Raffica Bianca o Il Leviatano, cosi soprannominato l’orrore inumano che il Capitano Achab, durante uno dei suoi tanti deliranti monologhi spumeggianti d’odio e di vendetta verso una creatura di Dio, crede incarni il male assoluto da distruggere.

Sono sempre stato affascinato da Moby Dick, ma lo avevo letto molto tempo fa intorno ai 9 anni, e altre volte nel corso del tempo. Ma un paio di anni fa decisi di leggere la traduzione di Cesare Pavese che trovo stupefacente, a volte prolissa e con passaggi difficili, ( opera di Melville è complessa ) in alcuni casi sembra un trattato di cetologia ma, ti porta in quei luoghi, tra quella gente, in quel mare impetuoso per cui provo grande attrazione, ti fa percepire l’odio di Achab e tutto lo sgomento dell’equipaggio del Pequod. Ci ho messo un paio di anni a finirlo, tra notti insonni e albe rilucenti, avevo la sensazione di rivivere le reali esperienze di Melville, del resto, lui è stato anche un marinaio. E’ un libro che amo e che tengo gelosamente e che vi consiglio di leggere, per chi non lo avesse mai fatto. Dal libro, ho tirato fuori due illustrazioni a cui spero di aver dato la giusta drammaticità e, anche se con la fotografia me la cavo meglio, sono abbastanza soddisfatto.

Buona domenica a tutti voi

Informazioni sull'autore

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra soggetto, oggetto e operatore, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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