Fotografia,  Tracce di scrittura, pensieri.

Il villaggio dei dannati

Ovvero la mia esperienza nei centri commerciali!!!!😂🤦‍♀️ – un film sci fi !!!

Ero riuscito a fermare l’auto proprio sul ciglio della strada. Non so quale fosse stato il problema ma, il motore si spense improvvisamente lasciandomi alquanto perplesso. Comunque, malgrado il caldo afoso, spinsi la macchina verso una zona d’ombra, provocata da uno di quei enormi palazzi stile brutalismo sovietico, e mi diressi verso la zona industriale in cerca di qualcuno. Le strade erano deserte, non un’auto in movimento, e nessuno alla fermata dei bus. ci volle un’oretta di camminata sotto un cocente sole di mezzogiorno. Anelavo un po’ di frescura e acqua, e speravo di poter incontrare qualcuno che potesse darmi una mano con la mia auto, o semplicemente indicarmi un bravo meccanico. Ero arrivato nella grande zona che raduna gli svariati centri commerciali, luoghi indefiniti dove la gente può acquistare a buon prezzo qualsiasi cosa che lo renda appagato, almeno per un quarto d’ora. Feci le sale mobili per dirigermi verso i locali pieni di esercenti di ogni tipologia e mi lasciai cullare dal gelo dell’aria condizionata, almeno per la prima mezz’ora. Acquistai una bottiglia d’acqua che ingurgitai fin quasi a stare male, invece, mi venne solo una leggera emicrania. Girovagando tra le vie del centro commerciale, provai a chiedere a chiunque mi venisse incontro se potesse aiutarmi ma, oltre a non rispondermi, percepivo in me un disagio crescente man mano che andavo avanti con le richieste. Le persone non mi rispondevano nemmeno, ma sfilavano via guardandomi freddamente. Proseguendo verso una grande parete trasparente che credevo una finestra sul panorama, mi resi conto che dovevano essere passate molte ore, perché all’esterno, il paesaggio era crepuscolare. Qualcosa non funzionava, il mio orologio segnava le 16,30 e tutto intorno sembrava il tramonto? tutt’intorno non vedevo orologi da parete e chiedere mi sembrava inutile. Rimasi per diversi minuti ad osservare quello strano fenomeno in cui migliaia di stelle, apparse improvvisamente, almeno credo lo fossero, cominciavano a brillare in quel cielo crepuscolare. Erano le 17:00 , era passata mezz’ora? ma come? Mi voltai dietro e vidi diverse persone che sfilandomi accanto, indirizzavano verso di me degli occhi gelidi, privi di vita ma vividi. Mi trovavo in una strana situazione. Credevo di essere capitato in qualche set di un film di fantascienza degli anni 50. Ma che cazzo stava succedendo?….

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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