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Japan Mecha Anime

La mia passione per gli Anime giapponesi è molto “antica”, direi. Già a soli 7 anni disegnavo ciò che vedevo nelle prime tv in bianco e nero, venendo attratto da film e serie sci fi di quel periodo, e quando verso la fine egli anni 70 fecero la loro comparsa in Italia Gli anime Mecha, per me, si aprì un mondo fantastico. Ovviamente come molti della mia generazione, il capostipite di tali anime fu ” Greedizer ” conosciuto da noi con il nome francese poi italianizzato “Goldrake” un anime che ebbe , non scherzo, un successo planetario. Ricordo che le prime puntate venivano presentate da un giustamente perplesso Peppino De Filippo o dalla Maria Giovanna Elmi, mitica presentatrice della RAI e Dario Fo che ovviamente, ci mise del proprio.

All’epoca, Atlas Ufo Robot aveva un concept per ragazzini, con una storia che si ripeteva in un tutte le puntate, ma con un carattere un po’ più definito verso il personaggio principale, ovvero il pilota del robot, Actarus , il principe della stella Fleed, sfuggito alla distruzione del suo pianeta per mano di un avido imperatore della Stella Vega. Dopo un periodo di quiescenza, questo anime sta venendo alla ribalta, a causa di tanti neo 50 enni, ( i realtà molti stanno tra i 30 e i 40 ), tra grafici, fumettisti, designer, scrittori, sparsi in giro per il mondo e innamorati pazzi del genere mecha, che hanno deciso di ridare nuova vita ad un fumetto di cui il Papà, il fumettista e scrittore Go Nagai, ha sempre molto gelosamente, custodito per se.

Qui, entro in gioco anch’io. Ridefinire un universo non è mai cosa facile ma, proprio perché fittizio, si presta a migliaia di interpretazioni. Non è semplice, soprattutto reindirizzare il target, o scadere nel ridicolo. Ho sempre disegnato Mecha, demoni, androidi, cyborg ma, non sono mai andato fino in fondo, cioè fino a strutturare delle vere storie. Ma da qualche anno a questa parte, il linguaggio dell’illustrazione, rientra a pieno titolo insieme al linguaggio della fotografia, nella mia vita. Certo, difficile farli convivere ma, le tecniche digitali servono proprio a viaggiare oltre i propri confini. Da qui, nasce l’idea di reinterpretare i personaggi e aprire nuove storie su un anime che conosco sin da quando ero bambino, e forse lo sono rimasto. Un esercizio di stile. Rendere adulto qualcosa che era nato per un pubblico di bambini, anche se riguardandolo adesso, la storia principale non è molto distante da quella di una qualunque profugo di guerra che ha perso tutto, e che l’unica cosa che desidera, è vivere in pace.

Quindi, ogni tanto posterò delle illustrazioni con una storia rieditata o completamente inventata, sui alcuni dei personaggi principali di questo anime, ma anche di altri. Pareri, consigli e critiche, sono ben accetti. Buona giornata a tutti.

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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