Fotografia,  Tracce di scrittura, pensieri.

La finestra.

Era immobile da ore. Nessuna emozione o distrazione potevano destare la sua gelida staticità. Fuori da quella finestra il silenzio era assordante, come anche all’interno di questa stanza in penombra.

Antefatto!!

Mi ero perso tra le strade dell’alto garda, mentre ero in gior per boschi a scattare fotografie quando, mi resi conto che la luce stava calando. allora, mi rimisi su quello che credevo fosse il sentiero verso l’auto. Mi sbagliavo. Arrivai ad un’abitazione immersa nella nebbia, per fortuna non troppo, e arrivato alla porta bussai un apio di volte per capire se vi fosse qualcuno. Nessuna risposta. Ok mi dissi, magari provo ad entrare e rimango qui fino a domattina. Difatti, dopo un giro di perlustrazione in cui mi resi conto che on vi era nessuno , decisi di entrare. NOn fu difficile, la porta non era chiusa a chiave, magari apparteneva a qualche forestale abituato a lasciare la porta non serrata per eventuali montanari in difficoltà.

Una casetta semplice, con tutto ciò che serve per passare un paio di notti. Feci legna e accesi il fuoco. avevo un paio di scatolette con me di fagioli e carne secca. Le aprii e cenai. Ops, trovai un paio di candele con cui potei fare luce, il minimo per leggere un libro e addormentarmi. Diedi uno sguardo alla finestra che avevo di fronte e notai che la nebbia si era infittita. Bè, per fortuna ho trovato un posto dove passare la notte, pensai tra me e me. MI vestii a cipolla, con la giacca più pesante che avevo con me, mi distesi sull’unico divano che vi era di fronte la finestra e iniziai a leggere. Dopo un po’ cedetti al sonno.

Ricordo solo il risveglio alle prime luci dell’alba e quel coso, non so cosa fosse, seduto accanto alla finestra con lo sguardo fisso su di me, lo vidi con un occhio semi aperto, finche non mi voltai verso di lui ed allora voltò il suo sguardo verso l’esterno della finestra. Rimasi bloccato sul divano, infreddolito e spaventato. Tutto era un silenzio assordante. Non so dopo quanto tempo riuscii a muovermi. Lentamente, strisciando, uscii fuori dalla porta. Mi portai ad una certa distanza e lo vidi ancora li. Oltre la finestra. Mi stava guardando? non lo so. Non so nemmeno come fosse arrivato li. La notte precedente non c’era. Adesso ero fuori e potevo andar via, ma dove, non capisco dove mi trovo? e poi perché sembra sia nuovamente buio?

Ogni immagine può essere artefatto di qualcosa, un tempo, un luogo, un’emozione, una storia.

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

3 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: