Bello Trentino,  Fotografia

Luca Chistè – ritratti di un’identità

Un ritratto è un aspetto fondamentale del percorso di ogni fotografo. Ma cosa è un ritratto? Roland Barthes ne ha pienamente svolto il compito, nel suo piccolo trattato ” La camera chiara ” ma io non sono Barthes, e per quanto possa essere d’accordo con lui, ho la mia percezione del mondo fenomenico attraverso il linguaggio fotografico.

Come ho già scritto diverse volte su queste pagine di questo blog, per me ogni immagine è un ritratto di me stesso, un incontro di elementi che si ritrovano ad un incrocio ed interagiscono, a volte in maniera cosuale, volte, per ricerca, come nel caso delle fotografie di Luca Chistè, fotografo trentino che da 40 anni si dedica alla fotografia con dedizione e mooolta passione. Luca, ha un forte interesse per il territorio antropizzato quanto per le dinamiche umane e le proprie identità, come nel caso di questa esposizione ( detesto la parola mostra , distorcente e volgare ) in cui racconta attraverso la sua fotografia, la forte identità degli Schützen Trentini. Io, da siciliano, conosco ben poco l’argomento ma mi sto documentando, poiché poi possa partorirne la mia lettura fotografica, altrimenti faremmo tutti le stesse foto, non credete? .

Le fotografie di Luca sono stampate con tecnica Fine art., fattore determinante e a lui caro, per elargire quella necessaria drammaticità che insieme al bianco e nero, risulta essere vincente per un contesto cosi delicato.

Che dire poi del contesto. Le 35 immagini di Luca, sono esposte nella sala sotterranea di Palazzo Trentini, che di se possiede una storia che inizia nel lontano 1740. Vi consiglio di visitarlo.

Per ciò che concerne le fotografie di Luca, trovo che abbia avuto la capacità ( non sempre facile ) di inserirsi in un contesto sociale e storico complesso. Assolutamente distante da quel tipo di ideologia, come Luca del resto, da questi ritratti si evince una formidabile formula. Non si diventa Schützen, lo si è! Negli sguardi di questi personaggi, siano essi uomini, donne o bambini, è radicata una fierezza inalienabile. I loro occhi, sono più forti e intensi dei loro stessi volti. Sono ritratti atemporali e con una osservazione da ricercatore a-politico. Sono ritratti di un frammento della nostra storia, e che ci piaccia no, un aspetto della società umana che va documentata, e che solo la fotografia con il suo linguaggio riesce a rendere fruibile a chiunque, senza necessariamente essere di parte. Io sono rimasto colpito da almeno 4 ritratti che…..Anzi, andate a visitare l’esposizione se potete e poi potreste darmi la vostra impressione.

Alla prossimaaaa!!!

Bersagli
L’immancabile aperitivo

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: