Bello Trentino,  Fotografia

All’alba insonne della Paganella

Una insonne notte tra le spire del fuoco. Sono distrutto. IO non sono tipo da afa e caldo oltre i 35 gradi, ma più da luoghi freschi, cieli di nuvole bianche o scure e minacciose. Con il caldo di questi giorni non riesco a pensare, scrivere e/o fotografare e tutto, mi disturba. Dormo poco da sempre e non me lo spiego. E’ come avere una fiamma eterna in corpo che sia autoalimenta, come una rabbia insoluta. Rabbia, da sempre con me. A volte utile, il più delle volte dannosa. Ma succede anche, che tutto questo stato di cose generi un istante d’incanto, come quello che sto per descrivervi.

05.30a.m. circa. Mi alzo dal letto accaldato e mi dirigo verso il terrazzo, in cerca di refrigerio. Guardo verso la montagna. La Paganella, è fiammeggiante dopo un acquazzone notturno. I tenui ma caldi raggi solari del mattino, ne hanno solcato le nubi fino a scuoterle e dissolverle, in un meraviglioso gioco di luci e ombre. Torno di corsa verso la mia camera da letto e trovo la fotocamera, nel buio della stanza. Velocemente mi fiondo nel terrazzo e Scatto una foto. Poi, nella frescura dell’alba, praticamente in mutande, mi godo tale bellezza sfavillare fronte a me. Buongiorno.

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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