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Steve McCurry – Un’esplosione di emozioni.

Lo scorso week end, sono riuscito a prenotare una visita per l’esposizione fotografica di Steve McCurry, che si è tenuta nello splendido complesso di Palazzo delle Albere di Trento. Per chi non lo sapesse, il palazzo è una Villa suburbana del XVI secolo costruita a Trento dai principi vescovi Madruzzo, dalle cui pareti sono stati recuperati parte degli affreschi raffiguranti sia la vita di CarloV, che altre tematiche come ad esempio; i cicli delle stagioni e le età dell’uomo. Un luogo molto interessante da visitare.

Mi rendo conto, che le sue fotografie sono un viaggio attraverso luoghi che probabilmente io non vedrò mai. Difatti, In questa esposizione si viaggia attraverso l’Afghanistan, la Mongolia, il Tibet, il Brasile, il Myanmar, l’Ethiopia e lo Yemen, spero di non essermi perso qualche paese.

Un’esplosione di emozioni. Ecco cosa ho provato nel veder le Terre Alte di Steve McCurry . Oltre alla dimensione umana, seppur vissuta in luoghi ostili e minacciati da dittature, sfruttamento e inquinamento di ogni tipologia, mi sono perso nei volti di queste genti, che pur avendo poco o nulla , mostrano attraverso i loro sguardi una elegante fierezza, un amore sconfinato per i luoghi in cui essi vivono ed un grande rispetto per la natura che li circonda e per la propria casa. La fotografia del bimbo che gioca con due ruote e la donna tibetana che cucina , in un luogo deputato tale, ma che non vedrei nessuno di noi al suo posto, ne sono un esempio. Mi sovviene spesso da chiedermi come mai noi, civilizzati occidentali cui tanto ci vantiamo di essere , non riusciamo a stabilire un rapporto più sano e d’amore con il creato e di rispetto e bellezza verso la nostra stessa vita. Molto interessante guardare il documentario su McCurry mentre incontra, parla, osserva, ride, e si immerge nei contesti di quei popoli . Ho scritto troppo e quindi…alla prossima .

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

2 commenti

  • ilmestieredileggereblog

    Le foto di McCurry suscitano davvero grande emozione. Emerge ben chiaro dai tuoi pensieri, che certo ti appartengono comunque, non solo perché hai visitato questa mostra, ma è stata l’occasione per condividerli con chi ti legge e condivide certi punti di vista. Quei volti, quei luoghi, hanno molto da dire a noi analfabeti dell’amore senza interesse….

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