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Alla deriva di M83

Ad oggi, non so dirvi quanti libri abbia letto, io, da sempre amante della fantascienza. Ricordo che il primo lo lessi in 3 giorni e che era una versione illustrata e ben scritta di un anime di quel periodo, gli 80th’s. ovvero “Galaxy Express 999”, forse qualcuno lo ricorda, anzi un giorni vi scrivo su qualcosa. Ovviamente poi, ci pensò Asimov che insieme ad altri suoi colleghi, mi fece viaggiare verso gli spazi siderali, anticipando in alcuni casi, ciò che oggi è realtà. Non sono un scrittore ma, a volte mi ritrovo ad immaginare piccole storie che devo assolutamente mettere nero su bianco, affinché non svaniscano nel vuoto cosmico del mio apparato positronico.

Nave da ricerca e recupero – Acqua dei Corsari 2769.51

Missione – Viaggio di ricerca e recupero relitti in rotta verso Alpha Centauri

Crew: Cm. Lisa Palermo -Sgt. Stephan Rolls – L.t. Aleksey Caldej

-La galassia M83 è spettacolare – pensai tra me e me osservando l’ammasso stellare che si estendeva fuori dallo schermo interno del mio alloggio, mentre cercavo un pretesto per rimanere ancora un po’ nel letto, prima di dover iniziare il turno di lavoro su quei maledetti replicatori di gusto che da un paio di giorni a questa parte, davano al caffè bollente un retrogusto di pollo fritto , cosa per cu sia io che i i miei due compagni di viaggio ci eravamo rifiutati di bere quella brodaglia nera, almeno finché non l’avessi riparata; – Che schifo Bleach ripensandoci. Ok, meglio darsi una mossa , una bella doccia e muoversi. Dopo una notte insonne, la cosa migliore e rimettersi al lavoro e stancarsi il più possibile per poi crollare nel letto – mi dissi.

Andai in bagno, aprii l’acqua della doccia e la feci scorrere finché non divenne bollente come piaceva a me. Mi tolsi gli slip con tanto di marchio aziendale stampato sul culo, e mi posizionai sotto il getto d’acqua caldo e corroborante. Stavo per iniziare a cantare come faccio di solito quando faccio la doccia, che mi ritrovai improvvisamente scaraventata per terra, mentre tutte le paratie della nave venivano sconquassate da un forte rumore metallico, al contempo una serie di allarmi cominciò a risuonare in tutta la nave, tra cui riconobbi subito, quello di prossimità. Rialzandomi, mi resi conto di essermi procurata un paio di tagli tra il braccio destro e la testa, e diverse botte alle gambe, ma niente di ché. Uscii dalla doccia saltando su una sola gamba, perché avevo anche un piede dolente, e seppur tutta nuda e ancora fradicia d’acqua, indossai la tuta d’ordinanza il più velocemente possibile. Azionai il comando di apertura porta per uscire dal mio alloggio ma, nulla. La porta era bloccata. Intanto, sullo schermo della mia stanza, i miei due compagni di viaggio Stephan e Aleksey, stavano cercando di contattarmi, ma a parte il video non ricevevo l’audio. Ma che cazzo è successo ? urlai ad alta voce? Compresi che stavano cercavano di dirmi cosa fare, indicandomi la consolle di comando sotto di loro. Stephan il più giovane dei due, mi fece capire con il gesto delle due dita di switchare qualcosa, e io cercando di leggere il movimento delle labbra, intesi che avrei dovuto reindirizzare il segnale video verso la telecamera esterna della nostra piccola nave. Quindi, dal mio cellulare apri il pannello di controllo interno e switchai il segnale in modo da vedere cosa stesse succedendo fuori e ciò che vidi mi sembrava assurdo. Il profilo di una enorme nave stellare si stagliava sul mio monitor. Da dove cazzo era saltata fuori?? vi era qualcuno? non si vedevano segnali d’identificazione, anche perché la nave era semiavvolta dalle spire di gas dell’ammasso stellare di m83, e il nostro trasponder non dava nessuna indicazione. Tolsi il segnale esterno per riavere la visuale sui miei compagni e comunicare con loro ma, Cazzo!!! Urlai, Stephan era riverso sulla consolle con il volto bruciato e insanguinato, di Aleksey si vedevano solo le gambe inermi distese sul pavimento. Ero terrorizzata e arrabbiata al tempo stesso, stavo impazzendo, non riuscivo ad uscire dalla mia camera e non sapevo cosa fare . Provai a smontare il pannello di controllo della porta, ma tutto andò in corto. Nervosamente presi il cellulare e andai nuovamente sulla telecamera che dava in esterno e la vidi ancora, non era un sogno. Quella strana Nave era ancora li immobile e galleggiante nel vuoto dello spazio . Stavamo andando alla deriva verso di essa a non trovavo il modo di uscirne…..

Galassia M83 – Girandola del Sud

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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