Fotografia,  Tracce di scrittura, pensieri.

L’attesa – L’assenza – La speranza

Da quando ho iniziato la lettura del libro di Micheal Palin sulla tragedia della spedizione Franklin e il ritrovamento delle navi Erebus e Terror, avvenuto in epoca recente, mi sono ricollegato alla mia adolescenza. Tempi in cui per me il mare era sinonimo di bellezza, solitudine, grande madre, oscurità e vuoto, anche in base ai libri che leggevo. Sono sempre stato affascinato dal periodo delle grandi esplorazioni navali, quando ancora l”Impero Britannico vantava la supremazia su tutti i mari e gli oceani del globo terrestre. Avevo già letto le storie di Nansen e Ernest Shackleton, di cui racconterò in altri post ma, la storia delle due navi in questione dovevo ancora scoprirla. L’inverno scorso mi è capitato di vederne la serie a lei dedicata, su amazon ma si sà, un libro su un fatto storico, è molto più interessante e meno fantasioso di una serie che deve colpire l’utente attraverso le immagini. Comunque, in un altro post vi racconterò la loro storia, che tra l’altro si intreccia con l’avvento della fotografia.

Uno degli aspetti che accomuna quasi tutte le storie di mare, è l’attesa. E’ noto, che tutti coloro che avevano qualcuno sulla Terror e sulla Erebus, abbia atteso invano il ritorno del proprio caro. Questo aspetto però, mi ha fatto ripensare a quando da piccolo, i miei nonni mi raccontavano storie di pescatori dispersi in mare, mentre le loro famiglie attendevano sul molo il loro ritorno, con lo sguardo perso nel vuoto. Ovviamente sto parlando di tempi a me lontani, ma porto in me il ricordo di come i miei nonni lo raccontavano, come se in fondo, anche loro avessero perso qualcuno. E’ anche giusto farvi sapere che durante la guerra, mio nonno paterno, passò tre giorni in mare prima di essere tratto in salvo, dopo che la nave su cui prestava servizio, venne affondata. E ricordo che per tutto il resto della sua vita, non venne mai con noi e non volle più rivedere il mare. Tutte queste elucubrazioni mi hanno portato a postare questa immagine. L’attesa, l’assenza. Non so’ bene che aggettivo utilizzare. Io amo il mare, ma sono consapevole che se vuole, può lasciare un vuoto incolmabile.. Buona giornata.

L’attesa, l’assenza

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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