Fotografia,  Tracce di scrittura, pensieri.

Fotografia. Mobile or not mobile?

Nei giorni passati mi sono ritrovato a discutere nuovamente su ciò che alcuni definiscono fotografia. Ovvero, la questione è che per un tot di persone, una fotografia per essere una buona immagine, necessita di una qualità molto alta, con conseguente necessità di avere mezzi adatti allo scopo. Ovviamente, la discussione si è conclusa con una perentoria affermazione da parte di questo mio conoscente: “Le vere foto non si fanno con i cellulari” Inutile dire che io non sono completamente d’accordo. Forse un decennio fa poteva essere cosi ma oggi, con i sensori dei nostri cellulari si possono ottenere ottime immagini, pur rimanendo entro certi limiti tecnici, e soprattutto cercando di capire come utilizzare la luce a favore della lente del nostro dispositivo. Attenzione, non è necessario avere un mobile da 1000 euro, io il mio l’ho pagato 300 circa. Occorre comprendere come si comporta il sensore nelle varie situazioni di luce, ma vi sono due o tre cose importanti di cui tenere conto. La luce è fondamentale. Lo zoom digitale non fa altro che peggiorare l’immagine e non da ultimo, utilizzate la fotocamera del vostro cellulare in modalità manuale, setting di cui tutti i cellulari sono equipaggiati oggi, il chè vi permetterà soprattutto, di sfuocare a vostro piacimento, oltre a regolare iso, tempi e temperatura. Come per una reflex, la modalità auto, non fa altro che trovare un equilibrio tra luce e tempo con la conseguente perdita di risoluzione nel caso vogliate fare delle foto in difficili situazioni di luce. Utilizzando quindi la modalità manuale, equipaggiando il vostro device di un piccolo tripod, potrete catturare delle scene serali con un tempo più lungo evitando la perdita di definizione fin quanto è possibile. Ricordatevi che per quanto ottimo il vostro device, non sarà mai all’altezza di una reflex o mirroless. Ancora qualche consiglio. Quando lavorate di sera, ed avete una zona molto scura tra voi e lo sfondo, provate ad utilizzare la torcia, magari ponete davanti alla luce un frammento di carta forno, farà da diffusore dandovi così una luce più morbida Evitate i mossi, a meno che non li controlliate. procuratevi un buon editor per la post produzione, è assolutamente essenziale. Comunque, come lo è stato in passato per la fotografia analogica, dipende da cosa si vuole realizzare e cosa si vuole raccontare attraverso il linguaggio fotografico. Per me qualsiasi fotocamera è solo un mezzo. Ovvio che se devo occuparmi di moda, sport, industria, necessito di mezzi evoluti, ma non sempre è cosi. Il grande Maurizio Galimberti che ha dedicato la sua vita alla fotografia istantanea, ha realizzato parecchi lavori di soggetti industriali proprio con la polaroid, oltre ai famosi mosaici. Cercando In rete ho trovato Nan Deng, fotografo cinese ( e non è l’unico ) che realizza fantastiche fotografie solamente tramite cellulare, dategli un occhio. Al giorno d’oggi, si organizzano corsi per fotografia da cellulare. La bravissima fotografa trentina Nadia Baldo che si occupa di fotografia industriale, è stata più volte invitata dai suoi clienti ad insegnare come fotografare con il proprio mobile, ai dipendenti delle società per cui lavora.

Basta, ho scritto troppo. Pe me il mezzo è uno strumento, poi vi è la capacità di chi fotografa a fare la differenza. Ricordo come fosse oggi, quando iniziai a fotografare inserendo un pezzo di carta fotosensibile in una lattina di Tè , dopo aver fatto un foro di un millimetro nel coperchio, giocando così con l’idea che sta alla base della fotografia stenopeica. Quindi, vi lascio con un pio di miei scatti e con un consiglio. Lasciate scorrere la vostra immaginazione. NOn abbiate limiti.

Vi lascio anche il link di Salvatore Aranzulla, noto blogger, dove consiglia come fotografare con il cellulare. Buona domenica!!!

Immagini scattate con un Oppo 4z

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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