Fotografia,  Instant World Photography,  Paesaggio,  Tracce di scrittura, pensieri.

The death zone

Stalker – Andrej Tarkovskij tribute.

Il mio periodo romano fu caratterizzato da un fortunato ciclo di lavori, letture e visioni dedicato al cinema. Ovviamente, sono sempre stato attratto da un certo cinema di ricerca, quindi, mi sembra normale che tra i miei ispiratori vi è sempre stato il russo, e forse il più conosciuto, Andrej Tarkovskij. Forse oggi farei fatica a rivedere i suoi film, cadenzati da una struttura narrativa non proprio convenzionale e di immediata lettura ma, l’evidentemente utilizzo che Tarkovskij faceva della fotografia istantanea applicata al suo modus operandi, ha impresso in me un carattere latente che spesso applico alle mie istantanee.

” Se c’e un aspetto che amo della fotografia, è l'incontro, e il poter guardare le persone cercando di scovare lo zero fotografico che è in ognuno di noi. Un difficile incontro tra Operator e Spectrum, finché non crollano le barriere egosintoniche e si instaura una profonda relazione. Ogni fotografia è una personale realtà, indica il luogo e il tempo del mio passaggio, una finestra sui miei occhi, ma non verità assoluta proprio perché ognuno, è autore della propria”

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