Non servono muri. Basta un gelido e spietato filo spinato per creare dei confini. Ci si moriva negli anni 40, e vi si muore ancora oggi. Si muore per fuggire, per cambiare vita, perché si cerca di migliorarsi, e per miriadi di fottuti altri motivi di cui non me ne importa nulla. So solo che si muore, perché fa freddo, perché hai pochi mesi, perché non hai acqua o cibo, perché non hai nulla. E ancora in questi giorni, altre vittime tra i confini spinati di una Civilizzata Europa Hightech. Il bimbo di 3 mesi, la bambina di 5 anni che chiede acqua a dei soldati armati fino ai denti, sono solo alcuni degli avatar di tale situazione, di una parte di società che vuole solo tenere fuori i cosiddetti “sporchi e cattivi” come soluzione alle migrazioni, che oltretutto esistono dalla nascita dell’uomo. Certo, il problema non è di facile soluzione ma, quando si contratta democrazia al tritolo, si creano profughi. Parlando con un mio collega, tipico strafottente sovranista, per lui, questa gentaglia non ha nessun diritto di vivere tra di noi. Mancava poco alla rissa. Mio malgrado, il sangue del sud esplode facilmente. La memoria fotografica del mondo è stracolma di fatti di miseria, migrazioni, conflitti e tanto altro ancora, eppure, non sembra sia servita a farci diventare più mmmm, umani?, non so più se sia il giusto aggettivo . Notte.

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