Il ranista turista

Ieri pomeriggio, complice anche il cambio di stagione che si percepisce ( almeno credo ) grazie al nostro orologio biologico, il che mi porta a pensare che siamo molto più connessi alla natura di quanto comprendiamo, ieri dicevo, mentre ero di turno in piscina, ho avuto una gran voglia di nuotare. In realtà è quasi una settimana che ho ripreso, procedendo per gradi di 250metri alla volta, a riprendere a nuotare dopo quasi due anni di fermo, sia a causa della pandemia, sia per altri motivi, tra cui anche una pigrizia mentale sovvenuta in questo ultimo periodo di restrizioni quasi draconiane. Mi preparo per entrare in acqua, in un momento in cui vi è poca gente e nelle 3 corsie utilizzabili dal pubblico, vi sono un paio di utenti che nuotano tranquillamente. indosso la cuffia con tanto di Jolly Rogers stampata sui lati , occhialini ben stretti, quasi da accecarmi, mi fermo un attimo e cerco di non pensare allo shock termico che subirò non appena entrerò in contatto con l’acqua e via, un tuffo prepotente tanto per maledire la temperatura di 10 gradi inferiore al mio corpo e che dura per tutto il tempo dei primi 25 metri. Alla terza vasca, cioè a 75 metri, sono in temperatura e nuotare diviene piacevole. Allungo la bracciata il più possibile, ma la muscolatura è ferma da troppo tempo e ci vogliono tempo e allenamento per tornare a poter nuotare senza avvertire il fastidio dovuto all’allungamento. Superati i 200 metri, momento in cui entro in un regime di nuotata, e quindi sto bene e la connessione tra corpo e mente è in armonia, ecco che arriva lui, il solito rompicoglioni. Il classico tipo che se vi è una corsia libera, lui deve stare in quella in cui vi sono utenti che nuotano. La disgrazia di tutti coloro che vogliono farsi una nuotata in libertà, colui che ha eletto la rana turistica a metodo di rottura di coglioni per coloro che nuotano allegramente. Colui che decide che la corsia va vissuta in pieno, nella totalità della sua larghezza e siccome il tempo per lui non esiste, non deve esistere per nessuno. Ma avendo io una Jolly Rogers come emblema, decido di fargli sentire l’acqua, e come un galeone in rotta di collisione , comincio la mia ultima vasca a delfino. Nell’avanzare, lo supero agevolmente allungando in avanti le braccia per evitare di colpire il ranista turista e intanto lo sommergo di un’ondata da tempesta perfetta. Arrivato al bordo vasca mi fermo e osservo il ranista turista che con gli occhi chiusi e il volto coperto d’acqua, avanza inesorabilmente verso di me, con una velocità da 1 metro ogni 10minuti. Non mi rimane che ammainare la bandiera e dichiararmi sconfitto. Esco gocciolante dalla vasca e mi rifugio sotto una doccia calda. Continua…..

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