Time machine

Nel mio ascensore “time machine preferito”. Quello che porta a casa di mia madre, dove ritrovo un tempo lontano, di quando si era avvolti da profumi mediterranei, dai colori del mare e del cielo palermitano, dalle litigate incessanti ove poi regnava il silenzio per ore e ore dopo qualche porta sbattuta via. Il mio era un vivere irrequieto e incostante. Ogni cosa nuova era uno stimolo a trovare e inventare nuove strade. Tanti ricordi tangibili come fotografie. Tra una parmigiana e un panino con le panelle fatti con amore, si passava il tempo tra una ricerca di lavoro e le serate con gli amici, a casa, a suonare e cazzeggiare ma anche, con la seria angoscia di come ognuno di noi avrebbe risolto la propria vita in un luogo meraviglioso quanto arido di offerte lavorative. CI sono ancora quei profumi e quegli istanti. Forse un pò meno intensi di allora ma vi sono ancora, almeno fino a quando sarà possibile, varcherò le soglie del tempo, senza nessuna nostalgia, ma con la consapevolezza di aver percorso molta strada fatta di curve e interruzioni, e ne sono felice .

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