Ombre e penombre

ore 17.30 Impianto di gardolo Trento Nord.

Molto caldo oggi all’interno dell’impianto e non possiamo aprire nulla per via dei corsi di bambini di 3/4 anni. Sono semi addormentato sul mio trespolo del cuore e osservo apaticamente tutta la dinamica umana sguazzante nel fresco ring acquatico. Dopo un certo periodo, da suono si capisce se vi è qualcosa che non va. Li invidio. La mia collega, ferma immobile davanti alla porta dell’infermeria, mi indica con un cenno della mano che va a prendere due caffè alle macchinette, cosi forse da svegliarci un pò. Si, perché non è il sonno, ma la noia che induce il non far nulla. Ma è ciò che ho scelto e di questo, non posso che dare la colpa a me stesso. Però ci sono anche momenti divertenti e di profonde discussioni con un paio dei miei colleghi. Mentre rimango con lo sguardo sul piano vasca, mi rendo conto, con la coda dell’occhio destro,. di essere osservato da qualcuno che sta sulle tribune in altro , sempre sulla destra. Non riesco ad individuarne il volto, perché la figura sembra essere coperta da un’ombra, seppur la zona delle tribune sia in una leggera penombra. Mi volto e Indirizzo lo sguardo direttamente sulle tribune ma, non vi è nessuno. Sarà stato un effetto ottico, un glitch, un ufo, una entità che voleva fare un bagno? Bho. Comunque voltando il mio sguardo verso le grandi finestre a sinistra noto che siamo già al crepuscolo. Ma come è possibile? l’orologio segna le 20:00? Azz non mi sarò mica addormentato sul trespolo? e la mia collega con i caffè? non l’ho nemmeno bevuto. Mi volto nuovamente verso le tribune e nel farlo, mi rendo conto che una strana figura di colore scuro è seduta accanto a me nel vuoto. Sono preso di soprassalto e quasi cado giù dal trespolo, ma riesco a tenermi ben saldo, rischiando di rompermi l’osso del collo. La strana figura di un colore nero profondo mi osserva in silenzio, con due occhi luminosi che provengono dal buio. Sembra pronunciare qualcosa ma non capisco e per qualche istante, mi sento catapultato in un film di Hayao Miyazaki. Quella strana figura tenta di offrimi qualcosa che non vedo e continua con quel suo sibilare flebile. Chiudo gli occhi, ok basta, sto impazzendo. Adesso riaprirò gli occhi è la figura non ci sarà più. Pian piano riapro le palpebre e…La mia collega davanti ai miei occhi con un bicchiere di caffè fumante in una mano che mi urla di svegliarmi, e nel farlo è dovuta salire sugli scalini che portano alla seduta del trespolo. Sono le 17:32.

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