Lavoro in svendita…

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E’ iniziata la stagione estiva nei lidi trentini. Io e i miei colleghi non ci siamo mai fermati, dopo il lockdown di 3 mesi. I motivi sono vari, ma ve ne è uno in particolare che risuona come un tamburo stonato, anche a livello nazionale. Manca personale, perché la gente non vuole lavorare. Solita insulsa scusa. Forse, sarebbe più corretto dire che manca personale perché gli stipendi si sono ridotti all’osso e la formazione, è solo un ricordo. Nessuno che sta ai posti di comando si prende più la responsabilità di creare figure addestrate, meglio demandare ai ponti bassi e mandare la gente allo sbaraglio. Chi ne fa le spese? servizi per gli utenti sempre più scadenti e personale insofferente. Non serve nemmeno dimostrare di saper o aver voglia di fare. La meritocrazia è affare anacronistico e la professionalità non ha più valore, ma questo si sapeva già. Inizia la stagione e io e i miei colleghi siamo già sfiniti, mentalmente. Perché lottare per aver ciò che ti spetta da un pessimo contratto, svilisce. Ma questo è il percorso intrapreso da questa nostra società.

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