Quel Blues nella notte

Qualcuno canta un blues, li da qualche parte, in una delle case tra le tante che compongono le vie interne del mio quartiere. Tutto intorno, il suono del buio è sempre più denso. Qualche auto sfila via veloce, infrangendo il silenzio con fastidiosi stridii di gomme che bruciano l’asfalto reso morbido, dal calore rovente del giorno. Qualcuno si muove laggiù da qualche parte, ma il buio è troppo nero per intravedere qualcosa. Suoni concitati e parole frammentate di persone in movimento. Improvvisamente due fari led squarciano l’oscurità della stradina verso cui sento provenire i suoni. Un motore che si accende e un’ambulanza che avanza lentamente verso di me. Qualcuno deve essersi sentito male per il troppo caldo, penso tra me e me, e adesso si dirigeranno verso l’ospedale. Il blues echeggia ancora nell’aria, e sembra fare da sfondo a una situazione che pare uscita da un film. Ma subito dopo, il silenzio torna denso e assordante nell’aria tiepida di questa notte estiva, ma il blues continua la sua storia.

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