Cronostorie : la pizza

L’essere robotico a due occhi ci portò delle forchette e coltelli per la pizza, mentre noi, seduti comodamente a tavola, nella sala da pranzo del nostro Tardis, viaggiavamo attraverso il tunnel nero del corridoio di luce gamma diretti verso Alfa Centauri. al controllo pressione era tutto ok, la pizza era bollente e unta al punto giusto. Aprimmo un paio di bottiglie di buona birra marziana e ci raccontammo un paio di storie, tutto ciò mentre le pareti del cunicolo temporale attraversavano i nostri corpi. D’un tratto, Alessio solleva il coltello verso l’alto cercando di affettare le particelle temporali che attraversavano le pareti del Tardis e la nostra sala da pranzo. Ogni tanto io, Zamira , Ivan ed Elena galleggiavamo nel vuoto, tra distorsioni di tempo che sfaldavano il tessuto della luca nella nostra sala da pranzo. Poi d’improvviso ci fermammo di colpo e intorno venne il buio, se non qualche immagine di un ancestrale paesaggio riconducibile forse al mio passato. Feci le scale verso la porta di uscita e il bianco della luce dei fari posti nella camera di decompressione mi investi accecandomi. Prima di uscire mi feci un selfie e poi aprii le porte del Tardis. Era ancora buio li fuori, ovunque noi fossimo. Poi, mi svegliai, sempre nel cuore della notte, con la pizza ancora nella panza.