I giorni della Marmotta – distorsione temporale

Erano i primi giorni di Lockdown, dall’alba al tramonto giornate calde e rese indefinite da uno spettrale silenzio. Il mondo si era fermato. Si passava il giorno tra caffè, messaggi al cellulare, letture e creatività. Tra una fotografia e un’altra si ascoltavano e si suonavano canzoni, poi il pranzo a orari improbabili, inframezzati da film e spettacoli, dvd, anime e magazine, che in quei giorni dominavano su kronos e poi, improvvisati set di ginnastica fino al tardo pomeriggio. Poi era l’ora dell’aperitivo e si faceva l’amore fino a tardi, finché sfiniti non ci si sarebbe persi nella serie del cuore, tra reparti e corsie di ospedale per ricchi e poi, sarebbe risorto il sole per il nuovo giorno della marmotta. Il tempo era distorto o forse, lo ero io, perché nulla era più al proprio posto.

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