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L’alba

L’alba, momento sacrò per me. Io non dormo molto, sono nato così, quindi, alle prime luci del mattino mi avvolgo in una coperta, raggiungo la cucina, mi preparo una bella tazzona di caffè e poi guadagno il divano. Prendo un libro, oppure il pc come in questo momento o riordino i miei pensieri, scrivo, leggo e ricerco, ma prima di fare una delle cose descritte, mi perdo nella luce proveniente dall’esterno, come fosse un raggio che mi pervade e mi rigenera dal buio pesto della sospensione onirica. Avviene che il tempo sembra dilatarsi e dividersi in frammenti, ma forse assomiglia più a un taglio netto tra due linee temporali ben distinte, o forse, è semplicemente il passaggio tra sogno e realtà, ma non mi occupo di psicologia, però amo accostare la fotografia a delle riflessioni personali. Buon Week end a tutti voi.

Sono giorni…

…In cui non riesco a scrivere. Non che mi manchino le idee, ma faccio fatica a organizzarle, complice anche il caldo afoso che rende tutto più pesante. Allora che faccio? Vivo le esperienze e le trascrivo in immagine e ricodifico i miei pensieri da immagine a scrittura!! Lo so, Sono contorto!!! Intanto incontro la strada e gli avvenimenti , ma manca qualcosa, forse andare più in profondità.

Un abbraccio a tutti. Senza una fotografia non avrei la storia, senza la scrittura non avrei il pensiero.

Istanti di pochi istanti fà.

Erano istanti fugaci, rubati al tempo del lavoro, che mi peremettevano di andarmene in giro con una semplice fotocamera analogica, alla ricerca della mia città. Adesso? Da quando Covid-19 ha invaso le nostre vite, sono in viaggio verso nuovi intimi confini.

Un biglietto per andare da nessuna parte…

I giorni al tempo del covid-19

NOn posso di certo dire ” Finalmente ho il tempo per leggere ” perchè è un tempo in cui siamo obbligati a stare in casa e riempire le giornate al meglio, reinventarsi come si può e ragionare sul futuro. Per me, il tutto sui traduce nell’avere più tempo per scrivere, fotografare, illustrare, suonare e stare con me stesso e la mia compagna. E’ in questo tempo, ho riscoperto la voglia di rileggere alcuni libri che mi hanno lasciato il segno dentro. Uno di questi è ” La frontiera Scomparsa” di Luis Sepùlveda, uno scrittore che amo per la capacità insita di narrare il viaggio interiore di ognuno di noi.

La storia è ambientata in Cile alla fine dei 60 e narra di un ragazzo che partendo dalla terra natia, con un biglietto per andare da nessuna parte donatogli dal nonno, deve ritrovare una parte delle proprie origini in Spagna. Nel tragitto, la conoscenza di se stesso e del mondo, attraverso la scoperta della dittatura militare, l’incontro con la classe operaia sfruttata dai signorotti locali, vari personaggi che lo aiutano nel suo viaggio, lavori improvvisati, luoghi senza tempo, e tanta fiducia in se stesso, malgrado il mondo gli appaia malato e corrotto. Il libro si conclude con l’incontro con il parente in spagna, e ti lascia li, senza dirti cosa sarà o cosa avverrà. Ma forse, è in questo la bellezza del libro, ogni fine annuncia mille e più incontri. Buona lettura.

E poi prepari un caffè …

Tra le lattiginose luci del mattino, mentre sei ancora in dormiveglia e ti aggiri per la casa cercando di mettere ordine tra le idee.

La caffettiera rossa è un porto sicuro che offre riparo a fluttuanti pensieri, tra le camere di sogni in dissolvimento.

Il calore del corpo accumulato durante la notte, si disperde tra le fredde stanze di una mattina di novembre .

La caffettiera rossa borbotta e scalda l’animo, in attesa del fluido nero corroborante.

Preparo dei toast, ho fame. Il rosso predomina.

Sul tavolo, ancora le fotocamere lasciate lì dal giorno precedente, e li rimangono, mentre prendo una polaroid e decido di fare n paio di scatti durante questo lungo risveglio. Poca luce, nemmeno il flash è sufficiente . Però, è esattamente l’atmosfera in cui sono immerso. Laconicamente lattiginosa.