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La camera del tempo – Swinger M20 – 1965

Forse non l’ho mai scritto sul blog, ma vi sono stati anni in cui ho passato il tempo a collezionare fotocamere analogiche, per ritrovare un po quel sapore del tempo meccanico, senza che vi sia una chiave di lettura nostalgica ma di pura curiosità e interesse culturale. Ogni fotocamera rappresenta il prodotto delle riflessioni di un pensiero atto a risolvere le problematiche che vi possono essere tra il mezzo meccanico e l’emozione umana alla ricerca dell’immagine. In fondo, è l’uomo che controlla e gestisce il mezzo, l’inquadratura, l’idea, la fotocamera poi permette all’idea di finire su pellicola o sensore che sia. Tutto questo intro, per dire semplicemente che giorni fa, mi sono fatto recapitare, una Polaroid Swinger M20 del 1965, credo. Una macchina punta e scatta, senza troppi fronzoli, ideale per i giovani dell’epoca, indistruttibile e da usare in qualsiasi momento, come le polaroid odierne. Comunque sia, la fotocamera è arrivata dalla odierna uscente e gloriosa Patria del Rock. Ma la mia sorpresa, e stata nel ritrovarmi nel pacco, oltre alla Swinger, un scatola con una pellicola ancora intonsa, datata 1968. IO dovevo ancora nascere. Allora credo che nei prossimi giorni, proverò a a fare un video su come procedere e poi lo posterò. Sono proprio curioso di constatare se la pellicola è ancora in grado di registrare immagini. Insomma, prendo la macchina del tempo e faccio un salto nel 68 Britannico. A presto!!!! <vi sposto un video di una pubblicità realizzata in Italia proprio sulla Swinger. Altro che ammerricaniiiii.

L’ultimo volo – Angel War chronicles III

“Nessun altro pensiero, se non godere di quel l’ultimo volo  prima di cadere”

Dopo il terzo attacco, gli angeli avevano devastato il nostro pianeta per riportarlo alla bellezza originale. Nessuna speranza, nessuna pietà. L’uomo, aveva perso la lotta con la propria natura più oscura.

A me, non rimaneva che veleggiare per l’ultima volta verso il mare –

emulsione polaroid

Quando un ritratto porta il sorriso.

Leggo di questa interessante e bellissima iniziativa dal blog di NocSensei.com che la Fujifilm, ha inviato in regalo un tot di fotocamere instax a sviluppo istantaneo a diversi ospedali in europa, Italia compresa, in modo che i medici, che durante l’epidemia di corona virus erano completamente avvolti nei DPI di protezione, e di conseguenza invisibili alle persone affette dal virus, potessero comunque mostrare la loro umanità attraverso un immagine. Si sa quanto sia importante, quando si vive una malattia che si sia in ospedale o meno, il fattore empatico che si instaura tra pazienti e personale sanitario in gioco all’interno di strutture ospedaliere. Ma ovviamente, come io nel mio progetto di “Ritratti Afoni” ho evidenziato; la mancanza di relazione, di un contatto umano tramite un sorriso, una parola, uno sguardo ( in questa caso prodotta dai dpi ) genera una mancanza, un non incontro, con conseguente smarrimento emotivo. Quando io ero in ospedale per dei miei problemi, nel lungo tempo in cui ho soggiornato, ricordo che era importante per me guardare il volto delle persone, dei medici e degli infermieri che in quel momento erano un punto di riferimento per la mia salute mentale. Quindi, ben venga un progetto del genere. La fotografia possiede tanti poteri!!

Link sotto all’articolo originale:

Fonte Nocsensei.com
Le foto sono soggette a copy right
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