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300 sguardi di Donne – Artribune post

SI INTITOLA “UNE HISTOIRE MONDIALE DES FEMMES PHOTOGRAPHES” IL VOLUME TARGATO EDITIONS TEXTUEL E RIUNISCE, IN OLTRE 500 PAGINE, LA STORIA DI 300 FOTOGRAFE, GRANDI MAESTRE DEL LORO TEMPO E DEL NOSTRO. Artribune – ‒ Anna Toscano

La fotografia attraverso lo sguardo di una donna. Un progetto interessante che vede immagini ritratte da donne sin dal 1799.

Luce Lebart & Marie Robert (a cura di) ‒ Une Histoire mondiale des femmes photographes
Editions Textuel, Parigi 2020
Pagg. 504, € 69
ISBN 9782845978430
www.editionstextuel.com

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Selfiebook

Il buio denudato, il viaggio interiore tra memorie dolorose alla ricerca di un passato felice che forse solo un immagine può restituire. Mi hai fatto pensare al club dei 27 Alessandra, e ad un film visto un po di anni fa al cinema. In quei cinema in cui si proiettano film impegnati. La storia di una donna con lo stesso dolore. Complimenti Alessandra. Stupefacente direi.

Vi lascio il link alla sua recensione

Quell’afosa linea D’ombra.

Nuvole basse, luminescenti, iridescenti, minacciose e apparenti, ma il temporale non si manifesta, tutto è una lugubre tomba a cielo aperto. Afosi questi giorni. Manca il respiro e si è sospesi e avvolti in una coltre di umidità che rende pesante ogni gesto, ogni pensiero.

Lavorare in piscina in questi giorni, significa bruciare senza far nulla e senza che un alito di vento ci dia un minimo di ristoro. Ho la sensazione di vivere in un tempo di “bonaccia” , aggettivo utilizzato in marina per descrivere la mancanza di vento e/o calma piatta, che per una barca a vela si traduce nel rimanere fermi, e nemmeno il vento apparente può essere un aiuto. Tutto questo mi ha fatto pensare ad un libro che sicuramente tutti noi, abbiamo letto almeno una volta ma vita ” La linea D’ombra ” di Joseph Conrad, dove ad un giovane marinaio viene affidato il suo primo comando ( un veliero) , compito che si rivela tutt’altro che semplice, tra le superstizioni legate alla morte del vecchio comandante e la calma piatta che rende la vita dell’equipaggio appesa a un filo d’aria. Rileggere alcuni passaggi in queste notti afose, mi ha dato l’impressione di viverne l’esperienza, ma forse, anche perché sono e mi sento in un momento di cambiamento, e in fondo il racconto, non è altro che la storia di un uomo in una fase di forte crescita personale. Alla prossima

Un abbraccio tutti voi che mi seguite o mi lasciate un segno del vostro passaggio.

Al PARIS PHOTO 2020

Ci siamo!!! Fremono i preparativi per il prossimo Paris Photo 2020 che quest’anno aprirà le porte delle proprie gallerie dal 12 al 15 di Novembre. Nel frattempo sono aperte le iscrizioni per la sezione miglior Photobook.

Di seguito vi lascio il link dalla pagina di Noc

https://www.parisphoto.com

Storie oltre i confini della realtà – Nadia Mogni

Ho acquistato ” La Bambina surgelata e altri racconti ” di Evaporata, una settimana fa circa. Che dire?

Questo libro contiene avvincenti avventure oltre la soglia dei confini della realtà. Non è il mio mestiere e il mio campo recensire libri, ma ogni tanto amo farlo, sopratutto quando qualcosa mi prende nell’intimo. Solamente su una storia ho fatto un pò fatica, ma tutte le altre, sin dalla prima pagina, le ho trovate accattivanti, un giusto mix tra amore, gotico e dark. NOn mi piace spoilerare, e quindi vi dico solo: Acquistate questo libro se volete compiere viaggi onirici verso terre inesplorate. Ognuno di noi, è portatore sano di un universo in continua espansione in cui viaggiare. Nadia ( Evaporata ) è una di esse.

Dimenticare Palermo? No, malgrado tutto.

Ne è passato di tempo da quando cominciai a capire cosa realmente fosse la Mafia. Più che altro andando via da Palermo, questo pensiero divenne nel tempo un’ossessione, che mi portò nel lontano 2003 a leggere e guardare film a tema. In quel periodo avevo la fortuna di lavorare nel cinema a Roma, (oltre ai lavori in più che facevo per mantenermi ), con l’idea di diventare regista ( sogni e desideri di un 30enne) quindi per me, guardare un film equivaleva a studiare. Devo dire che i vari film visti in certi casi erano più reali della realtà e come me, pensò e disse qualcosa di simile un giorno il Giudice Falcone, quando gli chiesero cosa ne pensasse della serie Tv ” La Piovra “famosa negli anni 80, per aver messo in luce la parte peggiore della Mafia. Comunque sia, tra letture, film e documentari, mi resi conto di quanto la Sicilia vivesse avvolta in un manto nero chiazzato di rosso. Ma la cosa più sconcertante fu comprendere che finché vivevo all’interno del tessuto sociale della mia ( a tutt’oggi ) amata Palermo, mi sembrava tutto normale. Sirene, pistole, assassinii, ambulanze, esplosioni, e tutto ciò che è arrivato a voi tramite la tv in quegli anni. Lo so, è sconcertante. Ma vi dico che gli anni di piombo, sono stati per il popolo siciliano una vera è propria sconfitta sociale. Ha distrutto la nostra identità.

Purtroppo Domani ricorre una data importante e posterò un testo scritto qualche anno fa come memoria di quel giorno. Tanti sono stati nel corso del tempo, registi come Pietro Germi, Francesco Rosi fino a Marco Tullio Giordana e giornalisti e scrittori come Roberto Olla, Francesco Viviano e altri ve ne sono, hanno fatto molto per risvegliare le coscienze. Peccato che le cose non siano cambiate di molto. Sperare non è da me, ma continuo a credere negli uomini che hanno voglia di combattere per la bellezza della vita.

Qui sotto ho voluto postare locandine di film e di libri sul tema, altri ve ne sarebbero ma devo cercarli. Un saluto a tutti voi.

I loro volti carichi di storia – frammento di un progetto interrotto.

Una cosa che mi è mancata fin ora della fotografia è l’incontro. Le persone con i loro volti carichi di storia. C’e un quartiere a Trento, dove ho vissuto per anni, per cui ho sempre provato una sorta di indissolubile legame. Prima del Lockdown avevo iniziato a farne un progetto fotografico, in riferimento agli spazi e alle persone che lo animano, poi stop. Sto parlando dello storico quartiere di San Martino, vecchio porto della città solcato un tempo dal fiume Adige. Ma di questo ne parlerò in un altro articolo. Questo frammento è solo una necessita’ impellente di voler tornare in strada ad incontrare le persone, e prima di fotografare come faccio di solito, parlare con loro, ridere, cazzeggiare, prendere un caffè, vivere insomma un incontro e poi forse, riesco a fotografare. Non sempre ci riesco, devo trovare il giusto punctum che ovviamente è soggettivo per ognuno di noi. Per fortuna da qualche giorno le limitazioni si sono allentante, e vedremo se riuscirò a riprendere in mano il progetto. Intanto, ne approfitto per ringraziare tutti coloro che mi seguono e mi scrivono. Grazie a tutti voi.

La notte, amore, cous cous e fotografie.

Ho sempre sentito l’esigenza di affiancare un testo a delle immagini, e ogni tanto ( senza avere la pretesa di essere uno scrittore ) mi ritrovo a scrivere più di quanto dovrei. Ma mi rendo conto che amo scrivere piccole storie, quanto fotografare o dar vita a un idea fotografica che assembli più linguaggi.

La città era in piena euforia estiva. Le torride notti trovavano ristoro nelle fresca brezza marina, proveniente dal Castello a Mare nel pressi del porto. I localini notturni dove si poteva trovare del buon cibo mediorientale lavoravano a pieno ritmo. Il popolo della notte cenava dinanzi a un buon Cous cous o falafel e/o Pane cà Meusa, pane e panelle e intanto si raccontava.  Io ero lì , nei pressi di un piccolo ristorante al centro della piazza in cerca di un inquadratura particolare, un volto, una situazione che volevo fissare nella tempo latente della pellicola. Cercavo di osservare il tutto e godermi quello spettacolo con lo stupore che può avere un ragazzino che si ritrova con un apparecchio fotografico in mano, per la prima volta. Se non ricordo male qualcuno disse: ” l’umanità è lo spettacolo più bello del mondo ed è gratis” e in quel momento tutto era folle, umano, coinvolgente, e meravigliosamente gratuito, meglio che al cinema . Cominciai a passeggiare lentamente, assaporando con tutti i miei sensi la vita in questo angolo della città. Stavo per dirigermi verso il teatro Politeama quando lei, sbucò fuori dal cono d’ombra di un vicolo adiacente. Era passato un anno dall’ultima volta, ma il ricordo del suo corpo tra le mie braccia, balzò prepotente in me. Le scattai una foto prima che potesse vedermi, pur sapendo che forse, avrei avuto solo un mix di ombre e luci, ma tirai su di molto gli iso, aprii un pò il diaframma, aumentai lo speed e feci click. Quando mi vide lessi il mio stesso stupore nel suo sguardo, forse stava pensando che cosa sarebbe successo da li a poco? non lo so, ma desideravo sentirla vicino a me. I nostri sguardi s’incrociarono e Il mondo scomparve dai nostri occhi e rimanemmo solo noi due, ma io continuai a scattarle delle foto, volevo congelare quell’istante per sempre. La piazza si riempii nuovamente, il mondo riprese a urlare e in un attimo, ci ritrovammo abbracciati . Il tempo non sembrava aver scalfito la nostra passione. Le presi il volto tra le mani e volli guardare quel mondo meraviglioso di labbra, occhi, guance ribelli e capelli per quel tanto che serviva alla mia memoria fotografica. Ci abbracciammo nuovamente e accadde di nuovo, cominciammo a raccontarci e baciarci follemente, per quella che sarebbe stata un intera folle notte di passione, tra le vie della città di Palermo.

Tra letture e fotografia al tempo del Covid-19

Cerco di colmare questo assordante silenzio che dall’alba al tramonto, assomiglia più ad una lama che dilania le cellule cerebrali nell’atto di percepire il mondo oggi. Il tempo si è ulteriormente dilatato tanto quanto si sono ristretti i nostri confini. Ma siamo sicuri sia solo così? o siamo noi, con la nostra mente che non regge tale dilatazione temporale sulle quotidiane 24 ore? Talvolta mi ritrovo in sospensione aerea tra pensieri e desideri, tra una storia noir e la vita al tempo del Regno delle due Sicilie. Ho citato due libri talmente diversi perche’ amo spaziare dal romanzo storico alle crime stories. ” La linea nera” di Jean Christophe Grange’ e ” I leoni di Sicilia ” di Stefania Auci. Il Primo, narra le vicende di un giornalista che incappa nella terribile storia di un apneista serial killer e vi si invischia talmente tanto da rimanerne affascinato e…. non mi piace fare spoiler, ma per gli amanti del genere, il testo ti porta dentro la storia tra angoscia e lucida follia. Il secondo, e la storia dell’ascesa della famiglia Florio in Sicilia. Testo che sto finendo di leggere e che da siciliano consiglio a tutti, per comprendere meglio quei meccanismi politici e di pensiero che hanno portato la Sicilia a ciò che oggi conosciamo. Ovviamente, tra un libro e altro, incremento il mio amore per la fotografia e le sue storie.

#ileonidisicilia #lalineanera #jeanchristophegrange’ #stefaniaauci #photography

Confini

In queste dilatate giornate in cui i confini si sono ristetti come non mai, si va’ avanti cercando e trovando sempre più noi stessi, assaporando un momento difficile, amaro, stillato giornalmente quanto un veleno lieve ma inesorabile.. Le cose andranno meglio ? non lo so, lo spero, ma intanto si continua a morire, l’economia è ferma e il 2021 è oscuro. Eppure io ci credo nell’umanità, malgrado tutta la violenza di cui siamo testimoni tutti i giorni. Non sò. In questo momento i nostri confini si sono ristretti al perimetro della nostra abitazione e chissà quando potremo tornare alle nostre vite fatte di lavoro, incontri, necessità, vicissitudini giornaliere. Io , continuo a leggere, scrivere, e farmi venire un idea per il futuro. Un futuro che non posso conoscere ma che forse, posso pensare di indirizzare verso qualcosa che amo. #iorestoacasa